Il Comune non aggiorna i dati Tari e vessa i contribuenti

Fabrizio c'è Milano
Milano 16 Gennaio – In Comune si discute di Tari per il 2017. La vecchia tassa rifiuti nei piani della Giunta rimarrà allo stesso livello 2016, anzi ci sarà un piccolo taglio dello 0,5 di media.
Una limatura che viene dopo un aumento del 30% nel passaggio tra il centrodestra e la sinistra. Meglio che niente. Ma non si pensi che questo stop agli aumenti di tasse sia dovuto a qualche taglio di spesa o di sprechi.
No è dovuto al fatto che i metri quadri di edifici imponibili sono aumentati. Gli uffici in pratica hanno accertato incrociando varie banche dati più metri quadri soggetti a Tari e quindi, a parità di coefficienti, il Comune prevede di incassare di più, circa 3 milioni, e questo maggior ricavo verrà spalmato sulle  tasse di tutti consentendo lo 0.5 % in meno.
Tutto bene? Non proprio perché il vero problema della Tari è come si paga e come si possono contestare i calcoli fatti dagli uffici comunali. Il Comune di Milano tratta i suoi contribuenti come sudditi, pretende che comunichino con fax (!) i cambiamenti e che si rechino per appuntamenti negli uffici comunali per ogni chiarimento: le date di questi appuntamenti vengono fissate spesso a tempo scaduto!
Il problema nasce dal fatto che sono i cittadini a dover inviare comunicazione di un loro cambio di residenza. Oltre alle dimenticanze, esiste il problema che gli uffici comunali aggiornano la banca dati dopo 3 /4 anni.  Nel frattempo il Comune invia le cartelle relative ai vecchi domicili e spesso anche ai nuovi allo stesso soggetto. E parte la macchina infernale della riscossione.
E’ indegno che si versino 303 milioni di tasse con modalità ottocentesche e che il Comune faccia il bello e il cattivo tempo contro contribuenti senza diritti e ai quali è difficile contestare le cifre anche quando si ha ragione.
In tutto ciò poi la vera lotta all’evasione Tari non viene fatta sul campo, contro gli evasori totali. Migliaia di inquilini abusivi, edifici con decine di persone in subaffitto evadono perché non risultano all’anagrafe e il Comune non li cerca.

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