Le università Milanesi al top, ma i fondi vanno a Napoli

Milano

Milano 3 Gennaio – Questo articolo sarà senza commento e vi proporrà solo un confronto. Questo pezzo è tratto da Repubblica, versione online, del 2 Gennaio 2017:

Quattro i parametri di riferimento per la distribuzione della quota destinata al merito: qualità complessiva della ricerca (che pesa per il 65 per cento), politiche di reclutamento dei docenti (che pesa per il 20 per cento), qualità della didattica in relazione alla mobilità internazionale degli studenti (7 per cento) e qualità della didattica in relazione alla quota di studenti in regola con gli studi (8 per cento). Ma la vera sorpresa è il passo indietro di diverse università del nord. Tutti gli atenei lombardi, tranne Pavia, sono costrette a fare i conti con un segno meno. La statale di Milano lascia sul tavolo del merito 5 milioni di euro (il 90 per cento del 2015) e Bergamo 1,2 milioni (l’8 per cento in meno). L’ateneo che fa segnare la peggiore performance in termini percentuali è quello di Siena: meno 39 per cento di quota premiale, soprattutto sulla qualità della ricerca. 2016 da dimenticare anche per Firenze, Roma Tor Vergata, Udine e Milano Bicocca.

Questo un articolo del Sole 24 Ore, sempre versione online, sempre del 2 Gennaio 2017:

La qualità universitaria italiana continua ad abitare al Nord, da Verona a Trento, dal Politecnico di Milano a Bologna, e fra i poli non statali ripropone il solito terzetto di testa: la Luiss, però, supera di un’incollatura la Bocconi, che si piazza al secondo posto precedendo il San Raffaele.
Il Mezzogiorno continua invece a soffrire e occupa stabilmente gli ultimi scalini delle graduatorie, chiuse anche quest’anno dalla Parthenope di Napoli fra gli atenei statali e dalla Kore di Enna fra quelli non statali: anche a Sud, però, qualcosa si muove: Salerno consolida il proprio status di “eccezione territoriale”, e scala dieci posizioni passando dalla 26esima posizione del 2015 alla casella 16 e centrando il miglioramento più netto a livello nazionale, ma crescono anche le quotazioni di Foggia, che sale di cinque posizioni, di Messina, Campobasso e Lecce, tutte con un guadagno di quattro posti in classifica rispetto all’anno scorso, e del Politecnico di Bari, che di scalini ne guadagna tre. Al contrario viaggiano le università calabresi, con la Mediterranea che perde 7 posizioni (peggioramento più significativo a livello nazionale) e quella di Cosenza che ne lascia sul campo sei.

Io non commenterò. Mi limiterò a notare che se i parametri del merito descrivono un quadro lontano dalla realtà, i paesi civili cambiano i parametri. Noi neghiamo la realtà. E spediamo soldi in noti buchi neri dove faranno la fine che ben sappiamo.

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