Con Milano Film Festival, a settembre la città ‘adotta un regista’

Cultura e spettacolo

Milano 4 Settembre – Vi annoiate da soli a casa? Siete stanchi di parlare di cinema con il vostro gatto? Ospitate un regista durante i giorni del festival, così avrete finalmente qualcuno con cui parlare di quel film koreano dell’86. Lui l’ha visto, e gli è pure piaciuto”. Sarà un modo assolutamente diverso di vivere il cinema, per alcune decine di famiglie e di milanesi che aderiranno all’iniziativa ‘adotta un regista’ dell’imminente Milano film festival, giunto quest’anno alla XXI edizione, nelle sale (e nelle piazze) dall’8 al 18 settembre, con la direzione artistica di Alessandro Beretta e, da quest’anno, Carla Vulpiani.

“E’ vero, sarà una grande occasione di incontro e scambio culturale – spiegano gli organizzatori – e chi ospiterà un regista riceverà unpass omaggio per assistere alle proiezioni“. Dopo venti edizioni dunque, il festival si rimette in gioco e cambia radicalmente i suoi luoghi in un “nuovo esperimento cinematografico e urbano, e porta il cinema nel distretto Tortona già celebre per design e moda”. In cinque location (cuore delle iniziative il polo culturale ‘Base Milano’, in via Bergognone 34 e il Mudec, Museo delle Culture, in via Tortona 56) il Milano Film Festival avrà in concorso 64 opere: 9 lungometraggi in anteprima italiana e 55 ‘corti’ di 30 Paesi.

“Undici giorni di proiezioni con 200 ospiti, impegno civile e temi etici in cui vogliamo mettere insieme le persone, farle incontrare e dialogare, soprattutto i giovani – spiega Beniamino Saibene, storico presidente del Mff – con l’obbiettivo di scoprire sempre nuovi linguaggi, e di riempire le sale nonostante autori sconosciuti al grande pubblico”.

Tra i film presentati ‘Gimme Danger’ di Jim Jarmusch, la storia dei primi anni di carriera dell’idolo rock Iggy Pop e degli Stooges; ‘Lo and behold’, ultimo documentario di Werner Herzog sulla relazione tra l’uomo e internet, presentato al Sundance Festival; ‘Mapplethorpe: Look At The Pictures’ di Fenton Bailey e Randy Barbato, storia della vita e dell’opera del controverso Robert Mapplethorpe.

Omaggio speciale allo scomparso autore polacco Andrzej Żuławski, mancato a febbraio di quest’anno. E poi incontri e premi per nuovi talenti, innovative tecnologie e inediti linguaggi. Confermata la dodicesima edizione di ‘Colpe di Stato‘, la sezione che si sofferma sulla realtà complessa del sistema di potere nel mondo, sempre attenta alla sperimentazione del linguaggio e alla documentazione del reale, che si muove quest’anno su due sponde tematiche “quella dei titoli presentati in collaborazione con Docucity, che esplorano le trasformazioni dello spazio urbano, e quella del confine, in tutte le sue accezioni, geografica, sociale, culturale e religiosa”. (Ansa)

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