Altri tremila clandestini in Lombardia. Pronte le riserve per gli Italiani?

Lombardia

Milano 4 Settembre – Bisogna essere pragmatici nella vita. Trovare un posto per tutti è sempre più difficile. Tutti si riferisce ai richiedenti asilo, presunti profughi e clandestini fino a prova contraria che il Governo continua ad elargirci con inossidabile generosità. L’attività principale delle Prefetture è diventata quella di agenzia immobiliare. Si cercano appartamenti. Spazi dismessi. Grandi occasioni e piccoli lotti. Le cooperative fanno da croupier, e rastrellano il denaro. Il contribuente Lombardo, intanto, dopo aver mantenuto l’intera Penisola (con Veneto ed Emilia), non cambia la sua routine. Basta che paghi. Anche se ora è gradito anche che la smetta di vedere i bivacchi, sentire le lamentele degli ultimi Italiani e parlare con altri di quanto tutto questo sia fortemente stupido. Questo il riassunto della situazione fatto dall’assessore Regionale simona-bordonaliall’immigrazione Bordonali:

«Per la Lombardia quella dell’immigrazione non è un’emergenza: è un allarme rosso. Le prefetture – sostiene Bordonali – ormai si occupano solo di trovare appartamenti e camere d' albergo agli immigrati, mentre le città lombarde sono al collasso». Il Viminale ha rivisto anche le quote regionali di accoglienza – fa sapere Bordonali – e «in Lombardia sfondiamo quota 20mila richiedenti asilo: saranno 23mila secondo i nuovi parametri. Un costo da 800mila euro al giorno. Soldi freschi per le cooperative e per tutti quelli che stanno lucrando su questo enorme business. A questi vanno aggiunte anche le migliaia di clandestini presenti nelle stazioni di Como e Milano e alle frontiere a causa dei respingimenti dalla Svizzera». Noi siamo, infatti, «l’unica regione ad avere più del 10% di richiedenti asilo (14), nonostante ospitiamo già 1 milione e 300 mila immigrati, più del 25% del totale nazionale». Per questo sarebbe opportuna «una massiccia operazione di rimpatrio dei clandestini, visto che i rifugiati rappresentano solo il 5% dei richiedenti asilo».

Qui c’è tutto lo Stato Italiano. Si prende un’emergenza che emergenza non è. L’immigrazione esiste da 24 anni, quella dalla Costa Sud è stata un problema per almeno sedici e le Primavere Arabe non sono scoppiate in un pomeriggio. Si costruisce un dispositivo per risolverla. Questo dispositivo comincia a dare lavoro a qualcuno. Questo qualcuno sull’emergenza comincia a campare. Così, magicamente, cose che fino a qualche tempo prima si risolvevano senza intoppi (ricordo che le richieste di asilo c’erano anche prima) diventano complicatissime. Ed infine, gran colpo di classe, interviene lo Stato. E sigla accordi in cui andiamo a prendere i disperati sul bagnasciuga di Tripoli, bel suol d’amor. A quel punto serve solo un territorio dove accatastare i villeggianti. I quali, però, tendono a non voler stare a Villa Cannuccia di Sotto e preferiscono Milano. Mandando a remengo i conti del Governo. Che, comunque, in Stazione Centrale non ci deve mettere piede. Quello tocca ai ai fessi di contribuenti. Che oggi dovranno contribuire ancora di più, ma in silenzio. Non si disturba il manovratore, dopotutto.

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