Mentre Milano è sotto assedio Sala fa shopping a Londra

Milano Politica

Milano 5 Luglio – E’ storicamente accertato che Nerone, mentre Roma bruciava è improbabile stesse a suonare la lira. Così come è improbabile che sia stato lui ad appiccare il fuoco. La Roma lignea, prima della malattia della pietra, era un luogo dove il fuoco era un compagno maligno, ma fedele. Di certo, però, non pianse per l’occasione ricevuta di costruire la Città Eterna a sua immagine e somiglianza. Duemila anni dopo abbiamo una Milano con alcune emergenze che stanno rischiando di lasciare cicatrici sul volto della città. La violenza delle gang che riesplode, ad esempio. A Porta Lodovica un ragazzo ha rischiato la vita per aver incrociato la gang di Latinos sbagliata. Gli arrivi di immigrati, non parlo dei 1200 a cui Sala non ha fatto la minima opposizione, ma dei 200 arrivi medi giornalieri in Centrale, stanno creando un’emergenza permanente e continua. Un degrado strisciante che rende intere zone deserte dopo il tramonto, con decine di individui che bivaccano a terra, tra un odore nauseabondo di escrementi umani e di corpi non lavati. La porta d’ingresso alla città, la Stazione Centrale, sta tornando il più grande centro profughi dell’Italia moderna, con una popolazione variabile, ma sempre e costantemente gravitante attorno ai binari. Una popolazione disperata e di disperati, con i mezzanini presi d’assalto. Nel caos sono tornati persino i questuanti sui binari, li ho visti personalmente, per la prima volta da mesi. Nessuno più può controllare gli accessi dai binari.

Questo lo Stato dell’arte. Sarebbe confortante se, a Palazzo Marino, qualcuno fosse in ufficio a controllare la situazione. Era, mi lancio in una provocazione, persino più confortante quando Pisapia negava il problema. Per farlo, almeno, doveva conoscere la realtà, posto che era l’ideologia a portarlo a falsificarla. Oggi, invece, apprendiamo dalla stampa che l’ineffabile Sala è a Londra per fare shopping. Beh, sì, lui dice che sta cercando di convincere le imprese ad abbandonare la city per venire a Milano, nell’area Expo. Magari è anche davvero convinto che sia una buona idea. Il problema è che deve augurarsi davvero che nessuno di questi clienti abbia mai la pessima idea di prendere il Malpensa Express per entrare in città. E deve sempre augurarsi che nessun manager abbia la brutta idea di andare in Regione, magari passando per la Stazione Centrale, durante il suo soggiorno. Di certo, lui, l’ineffabile Sindaco, non usa la stazione per andare a prendere l’aereo. In ogni caso, mentre il nostro era là, il Ministro dell’Economia Inglese ha deciso di abbassare di qualche punto le tasse sulle imprese. Oggi sono il 20. Dovrebbero arrivare al 15. Da noi viaggiamo sul 50. Sono certissimo ci sarà la fila fuori dai cancelli di Expo.

Ah, nel caso ve lo steste chiedendo, Sala ha mantenuto la sua promessa sulle periferie. L’unico problema è spiegargli che Rho Pero, per quanto di certo non centralissima, non è una periferia di Milano. Appena ci saremo riusciti di certo avrà più tempo per Giambellino e via Padova.

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