In arrivo 1200 profughi a Milano, a pochi giorni dalla vittoria di Sala

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Milano 30 Giugno – La bicicletta è uno strumento di mobilità straordinario. L’unico difetto è che, chi la vuole, deve pedalare. Questo vale anche nella vita. Per esempio, a Padova, città amministrata da un leghista, sono riusciti a far chiudere l’unico campo di accoglienza a ridosso del centro storico, l’ex Caserma Prandina. Milano, invece, che anche secondo Majorino ha dato molto più di tante altre città, dovrà continuare indefessamente ad accogliere. Sono previsti arrivi nell’ordine delle migliaia come documenta anche IlGiornale.it, raccogliendo le reazioni sdegnate dell’intero centrodestra come vi riportiamo qui:

«Dove li mettiamo? É l’ennesimo schiaffo di Matteo Renzi ai lombardi» aveva protestato due giorni fa il capogruppo regionale di Fdi Riccardo De Corato. E ieri mattina i primi 100 profughi sono stati già trasferiti a bordo di un pullman dalla caserma Cavarzerani di Udine diretti a Milano e Varese. Partenza intorno alle sette e mezza del mattino dietro una disposizione del Ministero degli Interni dopo la richiesta del prefetto di Udine perché la struttura che li ospitava era colma. Si tratterebbe peraltro di persone che non hanno formalmente diritto all’assistenza, perché non è stata accolta la richiesta di asilo o perché sono rientrare in Friuli da altre città a cui erano state destinate. «Un centinaio di nuovi profughi trasferiti dal Friuli a Milano e Varese? Con una battuta verrebbe da dire che é il premio assegnato dal Governo Renzi al centrosinistra per essersi aggiudicato questi due capoluoghi alle recenti elezioni – è il commento acceso dell’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi (Fdi) -. Ragionando, invece, in termini seri e concreti va ancora una volta evidenziato come la Lombardia non sia piú in grado di accogliere immigrati, troppo spesso clandestini. I cittadini della nostra regione si sono dimostrati fin troppo pazienti comportandosi in maniera responsabile, guai peró ad abusare di questo civilissimo modo di fare».

Dura anche la reazione di Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia e neo eletta in consiglio comunale. Chiama subito in causa il sindaco Beppe Sala. «La situazione a Udine è al collasso – ammette la Gelmini -, ma lo è molto di più in Lombardia, Regione che ha accolto il maggior numero di profughi in Italia. Con Stefano Parisi avevamo chiesto al prefetto di Milano, che era d’accordo, un tavolo con i diversi candidati a sindaco per gestire la fase estiva dell’accoglienza. Sala aveva rifiutato. Ora che è stato eletto intende almeno informarsi (e informare la città) sull’ondata di profughi che il Governo sta indirizzando guarda caso sulle due città lombarde governate dal Partito Democratico? Sarebbe il minimo per un sindaco».

Preoccupati i consiglieri leghisti Massimiliano Bastoni in Comune e Andrea Pellegrini nel Municipio 9 che con nuovi arrivi possa esplodere una protesta che finora è stata tenuta sotto controllo in zona Bicocca. Gli ospiti del centro di prima accoglienza della Croce Rossa di Bresso (parco Nord) si spostano in bus vicino ai giardinetti di via Giolli e dintorni per connettersi con il wifi. Ma i bivacchi stanno creando disagio alle mamme con bambini e spesso scoppiano liti coi residenti. I leghisti hanno scritto una lettera al prefetto, chiedendo di contenere le presenze, verificare il funzionamento del wifi nella sede di Bresso e suggerendo l’impiego dei profughi in lavori socialmente utili e corsi di italiano.

Che dire? Cari Milanesi, noi avevamo cercato di avvertirvi…

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