Se l’Islam moderato esiste di certo non vota PD

Approfondimenti Milano

Milano 28 Giugno – Maryam Ismail, sorella di un diplomatico Somalo ucciso per essersi opposto ai fondamentalisti nel suo Paese, è una rappresentante dell’Islam moderato. Capiamoci. Non ho cambiato idea, secondo me l’Islam moderato non esiste. Esistono donne e uomini, certamente benedetti da Dio, che del messaggio dell’Islam applicano solo la parte che parla di amore e fratellanza. Ma non sono un mondo. A vedere i risultati elettorali, non sono nemmeno un elettorato. Non sono nemmeno, sempre stando alla sentenza delle urne, abbastanza da far capire la loro radicale diversità rispetto all’altro islam. Che poi, sempre fuori di ipocrisia, è proprio un mondo. Di certo però, queste donne ed uomini coraggiosi, come Maryam, hanno cercato interlocutori nelle istituzioni, ma l’hanno fatto a sinistra. Prima di vedere le colpe in casa altrui, cominciamo a guardare la nostra. Islam a destra, soprattutto in casa Leghista ha smesso di essere una religione, quindi qualcosa di dinamico e mutevole, per diventare qualcosa di pericolosamente simile ad una razza, qualcosa di immodificabile. Per qualcuno dei nostri Maryam, le guerrigliere Kurde che combattono il Califfo, le donne di nero vestite dell’Isis e le Kamikaze di Boko Haram (parlo di quelle consapevoli, non le povere bambine imbottite di esplosivo) sono esattamente la stessa cosa. Non è vero. Non lo sono, ma avendo, la componente moderata, bisogno di spazio politico l’hanno cercato a sinistra. Pare che si siano accorte che qualcosa non era esattamente come credevano.sala sumaya Sala che fa i selfie con Sumaya ce lo ricordiamo tutti. Il Caim come interlocutore privilegiato per la moschea di via Esterle, pure. Ecco, quell’Islam è il mondo, assoluto e totalizzante, di cui si parla prima. Un mondo che Maryam vede come sua nemesi. Un mondo contro cui ha combattuto. Un mondo che le ha portato via molto. Un mondo che mai e poi mai avrebbe pensato di vedersi passare davanti. Lei e Sumaya erano ugualmente candidate in Comune. Sumaya, la donna velata, espressione di un islam takfirita (da takfir, eretico, nel senso di un Islam che condanna con facilità) e wahabita (Al Wahab è il padre spirituale di una serie di movimenti estremisti), secondo Maryam, è stata la preferita dal partito. Il ragionamento è logico e non fa una piega. I mille voti per Sumaya qualcuno li è andati a prendere. Il suo problema maggiore, per Maryam, è che la linea di separazione tra fede e politica è davvero, davvero troppo sottile. E lei sa, per averlo vissuto con sangue e lacrime sulla propria pelle, che mostri possano passare attraverso quel velo.

Il grande problema, visto dall’esterno, è che Maryam non fa, realmente, notizia. È una donna integrata. Vive la sua fede in silenzio. Lotta per diritti che noi diamo per scontati e che per qualcuno, e soprattutto qualcuna, sono invece ancora e sempre messi in discussione. Ma non è folkloristica. Non fa sentire, a sinistra, abbastanza terzomondista. Lei non si capacita, è dalla pare giusta della storia e nessuno se la fila, dalle parti del Nazzareno. Mi permetto di condividere un’analisi non richiesta: cara Maryam, hai appena capito come si sente un povero Italiano quando sa che spendiamo 35 euro al giorno per mantenere gli altri. Quelli appena arrivati. Anche quando sappiamo perfettamente che non li meritano. Tu avresti meritato i voti. I nostri poveri meriterebbero quelle attenzioni. Pensaci, probabilmente il problema non è la politica Italiana. E’ il Pd. Cambiare non fa male, a volte. Anche perchè se speri di ricevere l’attenzione che meriti, sappi che i nostri anziani, ad oggi, continuano a cercare cibo nell’immondizia.

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