Sui muri, l’Austria e l’inutilità delle politiche migratorie

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Milano 29 Aprile – Signori e signore, il sipario chiude. Si chiude l’epoca dell’Europeismo forzato e messianico, come se l’Europa di Spinelli avesse poteri soprannaturali ed andasse per questo venerata. L’Austria fa saltare platealmente una certa concezione di Schengen che aveva dominato. Non so se l’avete notato anche voi, ma quando la sinistra si appropria di un’idea tende a sfigurarla così tanto da renderla inservibile, inutile o persino pericolosa. Prendiamo la libera circolazione delle merci. È certamente una buona idea, l’uomo la rincorre da sempre. Le merci circolano così bene per un motivo: si muovo lungo rotte i cui due estremi sono consenzienti. Non puoi vendere ad uno che non vuol comprare. Inoltre, commercialmente, le merci si scelgono in base ai desideri della comunità di chi riceve. Il compratore, quindi, ha tutto l’interesse a comprare solo le merci che saprà avere un riscontro di gradimento presso i suoi concittadini. Inoltre le merci non si muovono da sole. Vanno spostate. Per questo è utile, in taluni casi, consentire il libero spostamento delle persone. Questo era Schengen. Ovviamente la novella ideologia di moda a sinistra, il mondialismo, ha cominciato a vagheggiare di un mondo senza confini. Questo è semplicemente idiota. Innanzitutto la gente si sposta da sola, non chiede il permesso di entrare quando lo fa in massa e spostarla è incredibilmente difficile senza violare una massa infinita di diritti. Per questo la libera circolazione era stata pensata per cittadini Europei con carta di identità, non per orde di clandestini provenienti da paesi lontani ed una spiccata tendenza a scegliere mete con welfare invitanti. Gli Austriaci l’hanno capito, ed hanno alzato un muro. Come gli Ungheresi. Tutti popoli che di far entrare chiunque non hanno molta voglia. Sul fronte opposto della barricata ci siamo noi. Qui da noi Renzi vuole tirare giù il muro Austriaco e Salvini rinforzarlo. Il che, mi si consenta è ridicolo. La posizione di Salvini, in particolare, non tiene conto del piccolo, ma rilevante dettaglio che chiuse le frontiere noi saremo da soli a fronteggiare l’invasione. Renzi, d’altronde, continua ad ostinarsi sulla linea della redistribuzione dei profughi, che è altrettanto demenziale, visto che come soluzione non prenderà mai piede. Queste due visioni si basano su due errori totalmente speculari. Il primo è che i muri possano tenere lontane le masse, la seconda è che le masse si possano spostare come vogliono i paesi ospiti. Sono entrambe figlie di una visione statalistica della realtà, dove una potente autorità centrale può gestire le vite di miliardi di persone.

La cosa non può funzionare. Quello che, invece, serve come l’aria è un cambio di prospettiva. Dobbiamo smettere di regalare cose. Lo Stato sociale gonfia un fenomeno epocale e ci carica sopra gente che non vogliamo. O non dovremmo volere. Cacciatori di benefit sociali. Predatori di welfare. E via discorrendo. Questa gente viene a caccia di un’esistenza dorata. Sono l’esatto opposto dei nostri avi, che cercavano opportunità, non garanzie. Una volta tolti i benefit dobbiamo togliere ogni operazione che faccia apparire più facile entrare. Mare nostrum, oggi Triton, per capirci. Alla fine, quel che resterebbe sarebbero solo i migranti così motivati e così concentrati sul lottare per avere successo che la loro presenza sarebbe in effetti una risorsa. Ovviamente parliamo di utopie. Ma fra la mia e quella dei due Matteo, la mia almeno ha economicamente senso.

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