Come nasce un campo Nomadi. Nel disinteresse arancione

Milano

Milano 15 Aprile – Via Rubino. Laterale di via Rizzoli, che porta alla metro di Crescenzago. È una via piccola, ma dignitosa in una periferia che conserva quel patrimonio culturale ed industriale che è l’eredità di RCS. Ne è parte. Non entrerà mai nel patrimonio culturale dell’Unesco, ma è già nel patrimonio affettivo di Crescenzago e mi spingo a dire di Milano. In ogni caso è un luogo su cui affacciano alcune centinaia di cittadini. E già questo, di per sè, richiederebbe di lottare per evitare che, ad esempio, in quella via si crei un campo Rom. Richiederebbe. Di fatto a nessuno è fregato nulla, almeno delle autorità di Zona e Comune, quando le prime due roulotte si  sono installate. La loro provenienza è incerta. È, però, difficile non notare la coincidenza con lo sgombero di Cascina Gobba. Fatto sta che si sono fermati. Erano pochi. Gli Italiani sono tolleranti e così hanno ignorato i problemi per la circolazione (su quella strada dà un parcheggio ATM), i problemi di ordine pubblico. E tutto quello che gli va dietro. Le autorità hanno dormito. Così è arrivata una terza roulotte. Ed ora una quarta. È la situazione sta velocemente peggiorando.

Una cittadina, speciale per il fatto di non essersi arresa, ha fatto il conto delle violazioni di queste quattro roulotte. Per la cronaca sono undici:
1. Occupazione abusiva suolo pubblico
2. Marciapiede occupato, e reso loro proprietà privata. A metà tra il salottino e la discarica.
3. Abuso della recinzione. Ci mettono di tutto, dai panni a cose ben peggiori.
4. Abitazione abusiva
5. Restrizione carreggiata
6. Veicoli senza bollo e senza assicurazione in vista. Che magari non è più reato, ma un po’ di paura la fa, in caso di sinistro.
7. Scarico acque nere nel condominio e sul marciapiede. Fogne. In giardino.
8. Giardini pubblici usati come bagni pubblici
9. Mancata pulizia dei marciapiedi. Figuratevi se si spostano. Figuratevi se li multano. Figuratevi se gli rimuovono il camper.
10. Inquinamento serale. Accendono i motori a nafta. Sotto le finestre. Immaginate con il caldo quanto bello deve essere d’estate.
11. Baccano con balli e musica ad alto volume. Sempre d’estate pensate alla gioia.
Ecco, quindi, che fare? Io ho una modesta proposta. Dovremmo cominciare a trattarli come gli Italiani. Gli Italiani, ad esempio, non possono sostare a tempo indeterminato in una via. Non possono crescere i figli nella sporcizia. Non possono fare quello che vogliono con scarichi, inquinamento e rumori notturni. Non possono impunemente creare discariche abusive nel bel mezzo di un centro abitato. Agli Italiani è fatto espresso divieto di fare tutto questo. E se lo fanno lo stesso qualcosa perdono. Soldi. Casa. Libertà. Ecco, io credo nell’integrazione dei doveri, prima di quella dei diritti. Integriamoli, quindi. E facciamo sentire loro il privilegio di essere cittadini di questo bellissimo paese. Dopotutto loro dicono di essere Italiani, no?

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