La Milano di Pisapia non è all’altezza dei sogni di Sala

Milano

Milano 30 Marzo – Per primi i fatti, come sempre. Sala lancia la Leopolda di Milano. Wow, come sempre l’originalità impera. In ogni caso ci saranno 30 tavoli per 30 problematiche. Come la mia promozione Tim. In ogni caso mentre a questi 30 tavoli discuteranno del sesso degli Angeli, Sala girerà per la città, con Pisapia al fianco. Poi lancerà per ognuno dei 41 quartieri due proposte concrete. Lo Slogan di tutto questo: per una Milano all’altezza dei nostri sogni. Fin qui i fatti. Sì, dai, con qualche commento, ma il succo è questo. Sala sta chiedendo idee al popolo della sinistra a due mesi dal voto. Sono certo che avrà tutto il tempo per vagliare la sostenibilità finanziaria, la legalità e la competenza dell’ufficio del sindaco su ognuna di esse. Anche se sospetto che stia partendo col piede sbagliato, visto che nelle categorie c’è pure start up. Cosa c’entrino le start up con il comune è un mistero, ma tant’è. C’è poi il tavolo sulla legalità, ovvero qualcosa di stupendo. Spero lo facciano gestire a Penati. Uno legalmente del tutto incensurato. Così, tanto per dare un senso ad una tavolata a metà tra il cenone di Natale con i parenti ed il cineforum di un centro sociale occupato. Senza Marijuana, così la Compagnia delle Opere non protesta. Ma tutto questo non basta. No. C’è di peggio. Ci sarà il tavolo sulla sicurezza. Dopo cinque anni di Milano meticcia e partecipata. Dopo le politiche inclusive dei Rom. Dopo i soldi per scaricare il problema dei presunti profughi sulle famiglie. Dopo via Padova è il Meglio di Milano. Dopo tutto questo. Un tavolo sulla sicurezza. Se va tutto bene lo gestiranno i compagni che sbagliano del Leoncavallo. Ma ancora, nonostante l’abisso di idiozia in cui stanno precipitando, ancora, dicevo, non è il fondo. Oh no. Il fondo è ben più giù. Ci saranno trenta tavoli per dire quanto poco la giunta abbia fatto. Ma si può anche pensare che in cinque anni non si possa fare tutto. Ammettiamo che servano trenta tavoli per stabilire le prossime priorità. Ammettiamolo. L’umiliazione maggiore per la giunta arancione. Quella sarà indubbiamente per Pisapia. Dovrà girare con Beppe. Piazza per piazza. Via per via. Quartiere per quartiere. E dire a tutti:

 “Scusate, stavamo scherzando. Adesso le priorità le decidono dei diciassettenni attorno a dei tavoli. Del mio programma non sopravviverà nulla. E quello che verrà deciso sarà applicato da un uomo che annuncia 82 progetti in due mesi, senza alcun controllo, vaglio o studio. Uno che è convinto di amministrare Milano come Expo, con fondi illimitati e senza alcuna responsabilità alla fine. Sì io giro in compagnia di questo fenomeno. E devo anche dire di votarlo. Nonostante, fossi stato al vostro posto, non lo avrei mai votato. Mai. Nemmeno se fosse stato un incrocio tra un cucciolo di beagle e superman. Eppure sono qua. È il sistema di pena reso immortale da Dante. Il contrappasso. Sono voluto fuggire dalle mie responsabilità. Ed ora sono inchiodato qui, a questa croce.”

Sarà un viaggio memorabile. Non me ne perderei una tappa, se non avessi una start up e non dovessi contribuire a mantenere il sistema meticcio che si frega il 70% dei miei guadagni. Saranno passeggiate da raccontare ai nostri figli, quando parlerà degli sgomberi degli abusivi davanti a Giuliano che scodinzola a comando. Quando spiegherà ai Rom che l’illegalità non verrà più tollerata. E Pisapia annuirà complice. Un momento altissimo, non trovate? Perchè, di fondo, la Milano Arancione a Sala fa schifo. Solo che non può farci nulla. Al contrario di Parisi. Così, per dire.

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