Risparmio e ambiente, si deve cominciare dentro casa

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Milano 29 Marzo – Condurre una vita attenta al risparmio ed eco-friendly senza rinunce esagerate. Si può fare. Anzi, in tempo di crisi e dopo un vertice mondiale sull’ambiente, si deve. Eppure, ancora oggi, troppo spesso, i temi ambientali vengono considerati di secondaria importanza e se ne discute soltanto quando c’è un’emergenza. Del resto il campanello d’allarme più evidente, proprio in questo «strano» inverno, è un clima strano: fino all’inizio di gennaio abbiamo avuto temperature neanche autunnali dimostrando che i cambiamenti climatici sono un’urgenza globale di cui tutti i Paesi devono farsi carico. In «Un nuovo clima – Come l’Italia affronta la sfida climatica» Francesca Santolini scrive che «secondo la Commissione Europea, il costo minimo del mancato adattamento ai cambiamenti climatici andrebbe dai 100 miliardi di euro all’anno nel 2020 ai 250 nel 2050. I danni agli ecosistemi, alle infrastrutture e ai processi produttivi si sommerebbero al costo del disagio sociale crescente, perché la desertificazione progressiva spinge popolazioni all’emigrazione e alla guerra per il cibo. Per evitare o per minimizzare questi effetti una riposta è possibile: la tecnologia e la ricerca propongono molte strade percorribili, e la finanza internazionale ha cominciato a trovare i mezzi per seguirle. Ma è la politica che deve dare un segnale chiaro e percepibile». Pensando alle generazioni future, possiamo contribuire a questa sfida, cominciando a risparmiare nella nostra casa. Si risparmia acqua lavando i piatti in lavastoviglie, quindi carichiamola bene e facciamola andare con il lavaggio «eco»; anche lavando panni in lavatrice si risparmia acqua, basta mandarla a pieno carico e lavare a 60°. Nel manuale «Soluzioni di casa, risparmio e ambiente» le autrici Flavia Alfano e Titty d’Attoma, consigliano di non usare prodotti chimici per sturare i lavandini perché potrebbero danneggiare le tubature e allora «fate questa mistura: in una bottiglia versate una tazza di sale grosso e un’altra di bicarbonato; aggiungete due bicchieri di Coca Cola, tappate e scuotete vigorosamente. Versate il liquido nello scarico e lasciate agire per cinque minuti; infine aprite l’acqua calda per qualche minuto: il risultato è garantito». Tante sono poi le idee e i consigli per rendere la nostra casa pulita e «risparmiosa» anche per una donna che lavora ma le piace tenere sott’occhio il portafoglio e rispettare l’ambiente. E allora, si torna un po’ ai consigli della nonna riscoprendo che il bicarbonato di sodio è uno di quei prodotti naturali che non deve mai mancare in casa. Dalle pulizie alle cure per il corpo fino alla lievitazione dei dolci è un ottimo alleato per tanti usi casalinghi. Intanto è perfetto per assorbire i cattivi odori del frigorifero, della cantina, del garage, dei lavandini o della scarpiera. Basterà riempirne una ciotola e poi posizionarla in un angolo del frigorifero, nel vano sotto il lavandino, nel ripostiglio… Si possono usare prodotti «poveri» anche per pulire vetri e specchi togliendo anche le macchie di calcare: basta miscelare aceto, acqua distillata e qualche goccia di olio essenziale. La scommessa più importante di ogni città nei confronti dell’ambiente resta però la raccolta differenziata dei rifuti. Un gesto semplice anche se impegnativo per ognuno di noi, a causa dello spazio in casa (sempre troppo poco), dei metodi di raccolta (porta a porta, nei cassonetti) e soprattutto dei tempi (giorni alterni per carta, vetro e umido). Eppure la raccolta differenziata dei rifiuti diventa una filosofia di vita, un’abitudine, quando ci si rende conto dei vantaggi che può portare alla nostra salute, all’ambiente e alla natura che non vengono deturpati dall’inquinamento atmosferico provocato dalle discariche, troppo grandi e incontrollabili alle periferie delle città. Sappiamo benissimo che le discariche da vasche di contenimento rifiuti diventano colline di veleni pronte ad inquinare il terreno e le falde acquifere. La raccolta differenziata invece consente il riciclo dei rifiuti, dalla plastica alla carta, aiutandoci a conservare un ambiente più «naturale». Quindi diventa molto importante separare il secco, l’umido, la carta, il vetro, la plastica, le pile e lo scatolame. Perché attraverso la raccolta differenziata si contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati, quelli che non possono essere riciclati e che sono destinati allo smaltimento in discarica. Se mischiati tra loro, infatti, i rifiuti – anche se riciclabili – non possono più essere avviati al recupero. Se invece vengono differenziati, è possibile far sì che buona parte dei rifiuti prodotti venga recuperata, venga cioè riutilizzata o riconvertita in qualcosa di utile e non inquinante, evitando così un irrecuperabile spreco di importanti risorse. Attraverso la raccolta differenziata, possiamo contribuire a salvaguardare l’ambiente in cui viviamo: è infatti importante ricordare che le risorse del nostro ambiente non sono infinite e che, per rispettare l’ambiente che ci circonda, bisogna innanzitutto valorizzare queste risorse ed evitare che vengano sprecate. Ma c’è un altro vantaggio della raccolta differenziata. È un vantaggio di tipo economico, perché con la raccolta differenziata gran parte delle risorse vengono risparmiate (milioni di alberi abbattuti, milioni di litro di petrolio consumati, milioni di Kg di Co2 immessi nell’atmosfera) e grazie all’introduzione di questo nuovo sistema i Comuni possono risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti. Meno rifiuti indifferenziati si portano in discarica, meno si paga per il loro smaltimento. Non solo, più è alta la percentuale di differenziata, più bassa è la tariffa che le famiglie pagano per far smaltire i rifiuti. Insomma, sembra incredibile, la rispettare l’ambiente significa realizzare un’economia sostenibile a vantaggio di tutti, famiglie e Paesi

Giorgia Orsini (Il Tempo)

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