Dieci cose che i media Italiani non hanno capito delle primarie Usa

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                                                                                                                                                              Milano 3 Marzo

  1. Trump è Berlusconi. Ventidue anni dopo, con lo stesso movente: la classe dirigente sta venendo spazzata via per cause esterne alla politica. La gente non crede che la politica possa essere rigenerata in altro modo. Quindi sceglie un outsider.
  2. I sondaggi continueranno a darlo perdente con la Clinton fino a due giorni dopo la sua nomina a Presidente. Chi vota Trump non lo dice. Teme ripercussioni, teme lo stigma sociale. Teme, in cuor suo, che dirlo ad alta voce possa rovinare il sogno. Trump non si dice di votare, si vota. Basta.
  3. Le primarie Repubblicane sono state tra le più partecipate nella storia. È la fine del Partito come lo si è conosciuto negli ultimi 30 anni. È la fine, e lo dico con il cuore gonfio, dell’America Reaganiana. Se ne nascerà una Trumpiana io non lo so. Ma quella prima resterà nei libri di storia.
  4. Trump prende i voti dei Latini. Qui in Italia sentirete ripetere alla nausea che sia un razzista, evidentemente un discreto numero di quelli che dovrebbero sentirsi discriminati, dopotutto, non la prendono così male. Probabilmente sanno anche loro che il meglio che il Sud America poteva dare è stato dato. Di certo, sapendola lunga su chi decide di venire negli Usa, sono immuni alla retorica Democratica in tema.
  5. Un dato estremamente interessante. In Texas vince Cruz. Dopotutto le elezioni le han fatte nel cortile di casa sua ed era difficile andasse diversamente. Tre Contee hanno votato, a maggioranza, Trump. E sono tutte sul confine. Questa è la dimostrazione che Trump vince perchè ha il coraggio di denunciare un problema che, per quanto politicamente scorretto, esiste ed è presente. Ed è assai più facile da stigmatizzare quando si sta al sicuro a Nord, piuttosto che allo scoperto a Sud.
  6. Con oggi si chiude la cavalcata nel Sud. Le indicazioni che ci vengono sono certamente importanti. Ma se la guerra l’ha vinta Lincoln e non il Generale Lee un motivo ci sarà. Mancano i due terzi dei delegati che saranno eletti in stati del Nord ed occidentali, per tradizione moderati. Vedremo come finirà, ma Trump non pare messo male manco là.
  7. Cruz ha dato il massimo, vinto in tre Stati e finito le cartucce, ora si parte con la guerra al coltello.
  8. Mi sono dimenticato di Rubio, ma nemmeno gli elettori pare se ne siano ricordati granchè.
  9. Hillary ha asfaltato Bernie sulle spalle degli elettori neri che, ad onor del vero, non credono ad alcun bianco che non sia sincero. E siccome la Clinton ha continuato a promettere che non li farà sviluppare, tenendo la libertà per i bianchi e pagando loro con i sussidi, essi hanno visto verità nei suoi occhi. Sanders prometteva, invece, un inferno fiscale per tutti. Il che, nel caldo Sud, era un teoria più bizzarra della terra piatta o della linea di difesa di Bill Clinton nel caso Lewinski.
  10. Sanders nei sondaggi va meglio della Clinton contro i Repubblicani. Dopotutto ci si vergogna di dire che si voterà Hillary quasi quanto Donald. Non è un caso.
  11. Punto bonus per la vostra pazienza. I corrispondenti in Usa per Repubblica and friends hanno la stessa attendibilità del Mago Otelma, ma molta meno onestà intellettuale. Sappiatelo.

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