Liberare le energie di Milano

Fabrizio c'è Milano
Milano 28 Febbraio – Tanto entusiasmo per Stefano Parisi, ma anche l’orgoglio per una cultura politica liberale e riformista che dopo cinque anni di sinistra/sinistra vuole tornare protagonista a Milano.
Questo è il senso della kermesse di Forza Italia di ieri. Molti i filmati di denuncia su degrado, periferie abbandonate, delinquenza fuori controllo. Ma soprattutto una cultura di governo diversa da quella subita dai milanesi per 5 anni.
Nessun complesso di inferiorità nei confronti del governo praticato da Maran, Majorino, Granelli e Rozza (tutti riconfermati da Sala), ma una orgogliosa ripresa dei valori e dei progetti che hanno prodotto sotto Albertini e Moratti tanti risultati concreti: la Scala restaurata, 3 depuratori, prolungamento dei metrò, completamento del passante, tanti nuovi parchi e musei.
Ma anche la ripresa di una visione riformista che contraddistingueva le amministrazioni degli anni ’60 e ’70: attenzione alle periferie, costruzione di case popolari, formidabili servizi sociali e cura degli anziani.
E poi un approccio chiaro: si parte dai bisogni non dalla ideologia. Dunque priorità a sicurezza e lavoro.
La sicurezza è un diritto. Chiederla non è la conseguenza di paure seminate dalla tv o dalla politica. È un diritto che dobbiamo alle persone più fragili (gli anziani), a chi non vive in centro, ai contribuenti che pagano tasse per vedere protette le loro proprietà.
E la soluzione sono 1000 uomini in più tra esercito da far ritornare, Vigili di cui va rimpiazzato l’organico, vigilantes su mezzi e grandi agglomerati di case popolari.
Ma anche il lavoro è una priorità. Non siamo più negli anni ’60 dove il lavoro era creato direttamente dal Comune o da Atm. Oggi il Comune deve favorire nuovi insediamenti, attrarre nuovi investimenti privati,  agevolare la nascita di nuove imprese, nuovo commercio e nuovi servizi.
Per questo la ricetta è eliminare burocrazia, vincoli e tasse esagerate, tutto ciò che purtroppo hanno fatto gli arancioni: ricordiamo il no al Cerba, che avrebbe portato 1500 posti di lavoro, per tutelare un campo di patate in Via Ripamonti.
Per questo la proposta di Parisi è quella di impegnare da subito il Consiglio Comunale nella eliminazione o modifica di una serie di regolamenti “lunari” che impediscono ogni libertà di impresa, da quello edilizio a quello del commercio.
Dobbiamo avere il coraggio insomma di attrarre nuovi ricchi e nuovi talenti, non centri sociali,  rom e graffitari.
E Milano tornerà a crescere e a creare quella ricchezza che consente di potere distribuire solidarietà e assistenza.
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Fabrizio De Pasquale

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