Nel 2016 dare la casa in comodato costerà di più. E sarà più difficile

Fabrizio c'è Milano Politica

Milano 21 Febbraio – Era una delle cose fatte in questi anni di cui andavo più orgoglioso. Ma il Governo Renzi la ha cancellata per il 2016.

Parlo della possibilità di assimilare a prima casa gli immobili concessi in comodato ai parenti di primo grado in linea retta: case date in comodato gratuito da un genitore a un figlio o da un figlio a un genitore.

Nel 2014 e 2015, grazie a una lunga battaglia in aula e a un mio emendamento al bilancio, Milano si era avvalsa di questa importante opportunità di sconto  concessa ai Comuni. Chi dava la casa in comodato a un parente in linea retta pagava come se il proprio immobile fosse una prima casa: quindi Imu prima casa o Tasi (nel 2015). Un bel risparmio, anche  piu  di 1000 euro all’anno.

Con la nuova legge di stabilità 2016 però lo Stato ha tolto ai Comuni la possibilità di decidere autonomamente. Le regole sono uguali in tutta Italia. E naturalmente sono meno vantaggiose. In pratica il proprietario che dà la casa in comodato pagherà il 50% della Imu seconda casa: quindi sicuramente più della Tasi che si pagava lo scorso anno.

Anche i requisiti sono più stringenti: per poter usufruire dello sconto, non bisogna possedere altri appartamenti anche se in altri comuni.

Insomma anche questa opportunità un tempo offerta alle famiglie viene ridotta o annullata. E a Milano, dove l’Imu è ai massimi consentiti dalla legge, sarà una nuova mazzata. Da notare che nel bilancio 2016 è ancora prevista la voce Tasi sulle prime case. Quindi con l’eliminazione della Tasi su chi vive nella prima casa di proprietà decisa dal Governo il Comune dovrà reperire 250 milioni. Che non arriveranno da fondi compensativi statali, ma da nuovi prelievi sui contribuenti milanesi o da tagli alla spesa. Quest’ultimi però gentilmente lasciati nell’elenco delle cose da fare al successore.

Fabrizio De Pasquale, Consigliere Comunale di Forza Italia.

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