E’ suonato l’allarme rosso per il debito pubblico: nuove tasse?

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Milano 20 Febbraio – È suonato l’allarme rosso per il debito italiano. Ad accendere la sirena è stato l’Ocse che ha ridotto le previsioni di crescita per quest’anno all’1%. Un colpo d’accetta che sarà risultato particolarmente pesante per il ministro Padoan che, fino a due anni fa, dell’Ocse era il direttore. Il taglio appare quasi uno sgarbo fra colleghi. Resta il fatto che si tratta della stima più bassa emersa finora dai vari centri di analisi. La Commissione Ue aveva indicato una soglia dell’1,4%. Il governo italiano si era spinto fino all’1,6% e, sulla base di queste stime aveva costruito la manovra economica per il 2016. Tutto saltato a questo punto. Il governo dovrà rifare i compiti a casa. A cominciare dalle previsioni sul debito. L’azzardo era giocato sulla convinzione che il Pil crescesse più del debito per abbassare il rapporto oggi fissato al 133%. Di tutto questo non c’è più nulla. Semplici sogni. Bisogna prepararsi ad una nuova spremuta di tasse. L’ammontare dipende dall’ampiezza dello scostamento rispetto alle previsioni. L’assenza di inflazione rende il quadro ancora più tragico. Si sta rapidamente delineando il finale di partita che abbiamo indicato. Il debito pubblico italiano non è rimborsabile. Fino a questo momento ce l’abbiamo fatta grazie al crollo dei tassi d’interesse che ha determinato venti miliardi di risparmi all’anno. Ma quando la bonaccia finirà tutti i problemi si ripresenteranno nella loro drammaticità. Il governo, nel tentativo di spostare in avanti l’inevitabile resa dei conti, cercherà di trovare nuove risorse aggiungendo tasse su tasse. Gli italiani oberati dal fisco avranno sempre meno soldi da spendere e la spirale spegnerà quel poco di ripresa che si vede all’orizzonte. Ricomincerà l’inferno che conosciamo. Nuovi sacrifici per nulla. L’euro è, a tutti gli effetti, una valuta estera visto che è governata da una banca centrale diversa dalla Banca d’Italia. È assolutamente impossibile che uno Stato rimborsi il debito con una moneta che non controlla. È l’abc della finanza ma i compromessi e, soprattutto, le compromissioni della politica impediscono di vederlo.

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Ernesto Preatoni blog

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