Chi si ammala di più?

Scienza e Salute

Milano 22 Gennaio – E’ stata recentemente pubblicata una ricerca della CGIA Mestre sulle assenze per malattia nel mondo del lavoro in Italia.  I lavoratori del settore privato si ammalano meno frequentemente dei dipendenti pubblici, però stanno a casa per un numero maggiore di giorni. Il dato generale è il seguente: il 35% dei dipendenti del privato nel 2014 sono stati a casa almeno una volta per malattia, contro il 55% dei colleghi del settore pubblico. Un lavoratore su tre nel privato e uno su due nel pubblico. La durata media dell’assenza per malattia di un lavoratore del privato è di 19 giorni, contro i 17,9 del pubblico.

In totale, i giorni di malattia nel privato sono più del doppio rispetto a quelli del settore pubblico, 77.195.793 contro 31.525.329, così come gli eventi di malattia, 8.523.249 contro 4.869.303. I numeri assoluti del settore sono più alti perché il numero dei dipendenti del privato è più alto di quello dei lavoratori del settore pubblico, ma come detto in percentuale si ammalano più frequentemente i dipendenti pubblici.

Questo dato si riflette anche nell’analisi del numero di giorni di assenza per ogni malattia: i dipendenti del settore pubblico stanno più frequentemente a casa per malattie che durano uno o due giorni, mentre nel privato sono più frequenti i casi di malattie più lunghe.

Dall’Ufficio Studi della CGIA fanno sapere che “queste cifre vanno interpretate con grande attenzione” senza “strumentalizzare i risultati”, mettendo “gli uni contro gli altri, ad esempio gli autonomi contro i dipendenti pubblici. Al netto dei casi limite che, a quanto sembra, si concentrano in particolar modo in alcune aree del Paese, anche il pubblico impiego può contare su un alto livello di professionalità e di correttezza dei propri dipendenti. Detto ciò, è doveroso colpire con maggiore determinazione chi non fa il proprio dovere, vale a dire coloro che, assentandosi ingiustificatamente, recano un danno all’ente per cui lavorano, ai propri colleghi  e, più in generale, a tutti i  contribuenti”.

Una “precisazione”, che si inserisce nel dibattito relativo al decreto del Governo sui “fannulloni”, o “furbetti del cartellino”, con la possibilità di un licenziamento lampo in 48 ore nella pubblica amministrazione.

Ma torniamo all’indagine della Cgia sulla malattia. Nei tre anni  dal 2012 al 2014 il  numero di eventi di malattia nel settore privato è diminuito del 4,1%, nel pubblico, invece, è aumentato dell’8,8%. L’analisi per regione è emblematica: sul podio, per l’incremento dei giorni totali di malattia nel triennio in esame nel settore pubblico, Campania (+15,1%), Molise (+14%), Abruzzo (+12,9%). Sopra la media nazionale (come detto +8,8%) anche Lazio, Sardegna, Basilicata, Umbria, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Piemonte, Val d’Aosta. Le Regioni più virtuose, Lombardia, +4%, Trentino Alto Adige, +3,8%, Calabria, +3,7%.

Nel privato, invece, succede il contrario, ovvero i giorni di malattia sono diminuiti nel triennio 2012-2014. La Regione con la flessione più marcata è il Molise, -10,7%, seguita dalle Marche, -8,2%, e dalla Sicilia, -8%. L’unica eccezione è rappresentata dalla Puglia, dove anche fra i dipendenti del privati c’è stato un aumento dei giorni di malattia, +2,3%.

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