Il Papa, gli Usa e lo Scisma che forse verrà

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Milano 29 Settembre – Questa cronaca sul viaggio del Papa non riguarda chi ha visto, cosa ha detto o quanto gentile sia con i suoi ospiti in aereo. Non vi racconterò di quante volte al giorno si fa la barba. Per quello ci sono i Vaticanisti, i Papisti a tutti i costi e la nutrita schiera di chi di fronte al baratro chiude gli occhi e spera che andando avanti si risolverà tutto. Io voglio mettere in correlazione una serie di fatti che spiegano, tra l’altro, perché il viaggio sia avvenuto ora, perché gli Usa e perché al suo ritorno ha trovato ad attenderlo il manifesto di undici Cardinali conservatori in difesa della Famiglia. Siamo alle fasi finali di un conflitto aperto, antico e che ha già generato scismi. Questa volta, però, la scala è planetaria.

papa-francesco2Perché ora. Tra pochi giorni inizia il Sinodo. Il compito del Sinodo è consigliare il Papa sul tema della Famiglia. In teoria. In pratica questo Papa, primo nella storia della Chiesa, ha trattato il Sinodo come il Parlamento del Suo Governo, promettendo di sottomettersi al suo giudizio. Il che funzionava benissimo, contando che i membri del Sinodo li nomina lui. Qualcosa pare non aver funzionato benissimo l’ultima volta, però. La linea del papa, quella del Cardinal Kasper di demolizione della Dottrina in favore della Pastorale (comunione ai divorziati risposati, per esempio), ha avuto la maggioranza, ma non i due terzi. Questo un anno fa. Oggi si cercano gli ultimi voti per raggiungere la maggioranza qualificata. America Latina e Europa sono ormai conquistate. L’Africa è imprendibile. Gli Usa sono la chiave di volta. Se il papa vince oltre Oceano vince ovunque. Per questo era importante andarci a ridosso. Per far vedere l’amore che il papa suscita nelle masse. Per convincere i recalcitranti. Per spingere i timidi. Ed intimorire i ribelli. Per mostrare che il vento tira in quella direzione. E che se si oppongono verranno spazzati via dalla storia. O almeno questo è ciò che il Papa vorrebbe mostrare.

Perché lì. Perchè in caso di braccio di ferro, se la Chiesa perde l’Africa, in tutto o in parte, pazienza. Era ed è terra di missione, basterà ricominciare da capo. Ma quella Americana è la Chiesa più ricca al Mondo e tiene testa alla pur ricchissima Germania. Il Papa dei poveri ha pur sempre un occhio a questo Mondo e di certo non vuol perdere il tesoro Nord Americano senza lottare. Il che è fortemente ironico. Il Papa della povertà per tutti non può permettersi di perdere la Chiesa più economicamente forte. Inoltre va disinnescata la mina Burke, l’Americano a capo della Segnatura Apostolica, degradato quest’anno. Essere responsabile spirituale dell’Ordine di Malta e basta è stata una ferita inflitta non solo a lui, ma a tutto il clero Usa. Il Papa ha cercato di rimarginarla. Non sappiamo se ci sia riuscito. Lo scopriremo a breve.

Perché quando è tornato ha trovato il manifesto a favore della Dottrina tradizionale della Famiglia (tra i cui autori ricordiamo anche Ruini). Una prima precisazione, gli autori si dichiarano tutti a favore del magistero della chiesa e nessuno di loro lo ritiene un attacco a chicchessia. Come prassi di Curia richiede, d’altronde. In verità questa è la risposta al Motu Proprio in cui il Papa ha reistituito ed esteso a tutto il mondo il divorzio cattolico che tanto scandalo e tanta riprovazione aveva sollevato negli Usa il secolo scorso. Certo, temporalmente le due cose possono non coincidere, il motu proprio è troppo ravvicinato, ma è improbabile che in Curia nulla se ne sapesse prima della pubblicazione. E’ anzi del tutto probabile il contrario e che i lavori di questo testo (“Matrimonio e famiglia. Prospettive pastorali di undici cardinali” ) siano proceduti in parallelo alla stesura del Motu Proprio. Potrebbe persino divenire lo stendardo sotto cui i fedeli alla tradizione si riuniranno. In caso di loro vittoria, tuttavia, la Chiesa Tedesca potrebbe prendere decisioni drastiche. Ed il Papa potrebbe seguirla, mettendo i tradizionalisti con le spalle al muro.

Insomma, vinca chi vinca, questo viaggio serviva per far vedere quanto amato fosse il Papa. Quanto mediatico. Quanto amico del Mondo. Il manifesto dei Cardinali, invece, quanto pericoloso sia cedere al Mondo. O, per meglio dire, al suo Principe. Chissà se il Papa lo leggerà. Chissà se si sentirà chiamato in causa.

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