Troppi avvocati !

Società

Milano 13 Settembre – Che in Italia ci siano troppi avvocati è un fatto noto. L’Ordine degli avvocati di Roma conta tanta iscritti quanti ci sono in tutta la Francia.

Per arginare questa “inflazione” di legali, il governo ha approntato un giro di vite.

Da adesso in poi,  per rimanere nell’Albo sarà richiesto di avere studio, telefono, indirizzo PEC, partita IVA, polizza assicurativa e di trattare almeno cinque affari l’anno, oltre ad essere in regola con il pagamento dei contributi a ordine e Cassa di previdenza e con l’aggiornamento professionale.

Si tratta di elementi tutti volti a dimostrare che la professione avviene in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, come indicato dallo schema di decreto ministeriale concernente il “Regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione, a norma dell’art. 21, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247”.

Le verifiche saranno a cura, ogni tre anni, del Consiglio dell’Ordine circondariale.

In dettaglio, gli avvocati dovranno essere in possesso, congiuntamente, dei seguenti requisiti:

– essere titolare di una partita IVA attiva;

– avere l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività professionale, anche in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi;

– aver trattato almeno cinque affari per ciascun anno, anche se l’incarico professionale è stato conferito da altro professionista;

– essere titolare di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, comunicato al Consiglio dell’Ordine;

– aver assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalità e le condizioni stabilite dal Consiglio Nazionale Forense;

– avere in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, ai sensi dell’art. 12, comma 1, della legge;

– aver corrisposto i contributi annuali dovuti al Consiglio dell’Ordine;

– aver corrisposto i contribuiti dovuti alla Cassa di Previdenza Forense.

La sussistenza dei requisiti richiesti potrà essere autocertificata, anche  verranno comunque effettuati  controlli a campione.

Per i giovani avvocati, ovvero per i primi cinque anni dalla prima iscrizione all’Albo, la verifica dei requisiti non sarà svolta.

Prevista la possibilità per giustificati motivi (oggettivi o soggettivi, come la crisi economica o problemi personali) di evitare la cancellazione dall’Albo anche in mancanza di alcuni dei requisiti richiesti. Il decreto stabilirà inoltre le modalità per la reiscrizione del professionista cancellato dall’Albo.

Lo schema di decreto è stato inviato, per approvazione, dal Ministero della Giustizia prima al Consiglio nazionale forense, quindi al Consiglio di Stato.

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