Perché un migrante su tre rifiuta di essere identificato ?

Società

Milano 11 Settembre – Un migrante su tre rifiuta di essere identificato una volta sbarcato in Italia. La direttrice del servizio di Polizia Scientifica della Polizia di Stato, Daniela Stradiotto, nel corso dell’audizione in Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti, snocciola alcuni dati: “Da luglio 2014 in poi c’è stata un’impennata sul tentativo di forzare il foto segnalamento. Speriamo che arrivino velocemente gli strumenti normativi perché noi lo strumento normativo per tenere una persona 72 ore non ce l’abbiamo, oggi il codice prevede 12 ore, dopo di che siamo noi Polizia che commettiamo il reato. Quindi ci serve l’adeguamento”. E ha aggiunto: “Speriamo che come è stato scritto nell’ultima nota del Capo della Polizia, – ha detto – oltre allo strumento per tenere la persona 72 ore arrivino anche altri strumenti per ‘forzare la persona, perché farlo dal punto di vista fisico è impossibile”.

Oltre 66% di fotosegnalati su 122mila arrivi “A ieri avevamo il 66,64 percento di fotosegnalati, pari a 81.282 persone, su quasi 122mila ingressi registrati dal primo gennaio del 2015”. Ha detto Stradiotto. Relativamente alle nazionalità delle persone che si rifiutano di essere fotosegnalate, Stradiotto ha precisato che si tratta in prevalenza di siriani ed eritrei. “Con 4 operatori – ha detto in Commissione Migranti – in una giornata, se le condizioni logistiche lo consentono e c’è la collaborazione degli stranieri, si riescono a fare tra le 60 e le 100 persone al giorno. In certe situazioni – ha continuato – si va ad oltranza fino a che non finisce lo sbarco o finché permangono gli stranieri nella località di arrivo”. Quanto alle procedure di identificazione “nella prima fase – ha spiegato – c’è lo screening sanitario, che è doppio, sia in nave che a terra, poi c’è la pre-identificazione e poi si passa a quello che dovrebbe essere il fotosegnalamento. Nel caso in cui la persona si rifiuti ci sono comunque le riprese e rimane il cosiddetto book» ha aggiunto. In pratica bisogna fare chiarezza ha detto Stradiotto: “Anche la sentenza della Corte Costituzionale, che dice che si è autorizzati a fare il fotosegnalamento forzoso, in realtà dice si può insistere e tenerlo ma poi ci sono dei passaggi tecnici che sono assolutamente impossibili da superare.Se la persona non si vuole fotosegnalare – ha spiegato – vi assicuro che non ci si riesce. Anche ammesso e non concesso che si riesca prendere la falange e metterla sul photoscan, deve essere presa che sia leggibile. Anche la stessa foto, che si fa frontale e sul profilo destro, non si può scattare se chiudono gli occhi o girano la testa. Il fotosegnalamento forzoso non è possibile” ha concluso.

Dotazioni adeguate “Chi fotosegnala è un agente uscito dal corso di formazione che poi fa il corso di specializzazione per la Polizia Scientifica, adesso ne partirà un altro straordinario, con le previsioni che si possono fare di una media di ingressi quotidiani noi siamo con un organico adeguato, avremmo potuto fotosegnalare tutti e 122 mila (migranti sbarcati ndr) se avessero voluto. Anche dal punto di vista delle strumentazioni, – ha concluso – le dotazioni sono assolutamente adeguate”. (Il Tempo)

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