Sull’impignorabilità della prima casa ed altre sciocchezze economiche

Approfondimenti Economia e Diritto

Milano 12 Luglio – Partiamo da alcuni dati di fatto. La prima casa non è pignorabile dal Fisco. E questa è cosa buona e giusta. Lo Stato, soprattutto se infame e ladro, non dovrebbe avere le chiavi di casa mia. Ovviamente, sia chiaro, se si ritiene la tassazione ingiusta. Ed io credo che un buon 80% dell’attuale ricade in questa categoria. Ma stiamo divagando, il punto qui è un altro. Qualcuno, tipo la Meloni, vuole estendere questo privilegio a tutti i tipi di debito. Si dice: Banca infame ed usuraia, non hai alcun diritto di appropriarti della mia unica casa perché, a causa della crisi, non ti posso pagare il mutuo. Io in quella casa ci vivo, per Bacco! Se mi cacciate come farò ad andare avanti? Dove vivrò, dove andrò? E giù con le note ed arcinote accuse alle banche usuraie. Tutto comprensibile, ovviamente. Se non fosse per un piccolo, ma fondamentale, dettaglio: quella casa la avresti potuta avere senza il rischio di perderla?

Il mercato immobiliare si regge sul credito. Sui mutui, per essere precisi. I mutui su cosa si reggono? Ecco, partiamo da un paio di considerazioni base: il lavoro a tempo indeterminato esiste ormai solo nella Pubblica Amministrazione (e nemmeno là si è immuni dal precariato) e la gente di risorse liquide ne ha sempre meno. Sempre meno vuol dire che tendono a zero. Questo significa che per trovare casa la via privilegiata è la Banca. La banca presta i soldi e chiede in cambio degli interessi che coprano il rischio ed i costi. I costi al momento non sono un problema, concentriamoci sul rischio. Il guadagno della banca si basa sul rischio di non rivedere in tutto od in parte il capitale. Come fanno le banche in un paese precario e non liquido a proteggere l’investimento ed a trarre profitto? Usano il bene come garanzia. Se non potessero farlo, putacaso perché un rudere della Destra Sociale ha deciso di scatenare la sua personale guerra contro il sistema bancario plutogiudaicomassonico, dovrebbero alzare gli interessi. Sempre che la legge glielo consenta, non dimentichiamo che superata una certa soglia scatta l’usura.

E cosa succede se il richiedente, mettiamo una coppia giovane che ha una sola entrata, non può mettere a garanzia il bene? Non avranno la casa. Giù adesso è difficile che ce l’abbiano. Ma dopo diverrà semplicemente impossibile. Troppo il rischio, troppo poco il margine. Ma andiamo oltre, immaginiamo che il Governo IMPONGA di dare questi prestiti ad un canone fisso. Le sofferenze bancarie che si genereranno, secondo voi, chi se le accollerà? Perchè io un paio di sospetti li avrei, ed in verità sono quelli che potremmo definire i soliti noti. Noi. I contribuenti. In definitiva questa idea è impraticabile. Ma non solo. E’ anche sbagliata in principio. La casa è mia, devo essere libero di disporne come meglio credo. Anche dandola in garanzia. Solo che la libertà senza responsabilità si chiama Grecia. E sappiamo tutti che razza di fallimento sia la Grecia.

 

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