Entro il 30 giugno le banche devono comunicare i dati dei depositi all’Anagrafe Tributaria

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Milano 28 Giugno – Il fisco è pronto a spiare i conti correnti degli italiani. Entro il 30 giugno le banche e gli operatori finanziari (Poste italiane, società di gestione del risparmio) devono comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati sulla giacenza di tutti i conti correnti riferita al 2014.

Le informazioni poi saranno passate all’Inps che se ne servirà per calcolare l’Isee, lo strumento di valutazione della situazione economica per chi vuole accedere a prestazioni sociali agevolate. L’obiettivo è di combattere in modo più efficace i fenomeni di evasione fiscale ma è indubbio che per stanare i furbi, il fisco esercita una forte intromissione nella «privacy finanziaria» di ogni cittadino.

Il fisco potrà rilevare in modo preciso qualsiasi discrepanza tra quanto incassato e quanto speso. Chi vuole avere lo sconto sulle tasse universitarie, borse di studio per i figli, esenzioni sanitarie o sgravi sulle rette scolastiche, per le quali è necessaria l’attestazione del reddito familiare, non dovrà più fare l’autocertificazione delle somme depositate in banca, in quanto i dati saranno già stati acquisiti dall’Inps tramite le comunicazioni dell’Anagrafe Tributaria sui conti correnti. Già adesso i correntisti sono nel mirino dell’Agenzia, ma con l’accesso diretto alle giacenze di fatto la marcatura sarà più stretta.

Il fisco potrà esercitare un controllo costante dei movimenti del conto corrente e valutare eventuali operazioni sospette come svuotamento o riempimento repentino del conto.

Finora sono stati trasmessi i dati 2011 e 2012 relativi a saldo a inizio e fine anno, totale dei movimenti in entrata e uscita e operazioni extraconto (ad esempio i versamenti allo sportello sui conti correnti di altri). la legge di Stabilità ha stabilito le date degli invii da parte di banche e intermediari finanziari dei movimenti bancari dei conti correnti dei contribuenti per il biennio 2013-2014 e a regime nel 2016 il 15 febbraio. Oltre a tutti i nostri estratti conto, il fisco passa al setaccio anche i depositi titoli, i movimenti delle carte di credito, gli accessi alle cassette di sicurezza e gli acquisti di oro. Sono escluse le operazioni tramite conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro. Oltre all’Isee i dati sui conti serviranno a elaborare liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione fiscale (e in quanto tale da sottoporre a controlli). Laura Della Pasqua (Il Tempo).

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