Arrivano i profughi, partono i ricchi turisti russi

Economia e Politica

Milano 23 Giugno – È l’ultimo paradosso dell’estate tricolore. L’Italia, che non riesce a fermare gli ambulanti sulle spiagge, tiene a distanza i turisti più ricchi, quelli che sbarcano nel nostro Paese carichi di rubli.

Succede tutto in un fazzoletto di pochi chilometri, fra Forte dei Marmi e Viareggio.

Le sanzioni varate dal nostro Paese contro la politica di Putin, fra Crimea Ucraina, hanno provocato un primo contraccolpo: le boutique e i negozi griffati del Forte, piazza del lusso seconda nella regione solo a Firenze, perdono colpi. E il segno meno mette di cattivo umore i commercianti già alle prese con mille problemi, cominciando dalla concorrenza sleale degli abusivi che puntano i bagnanti proponendo loro un catalogo interminabile di mercanzie a prezzi stracciati.

«Siamo in guerra – allarga le braccia Carlo Monti, il presidente dell’Associazione degli stabilimenti balneari di Viareggio – di giorno ci sono i vu’ cumprà , di notte la delinquenza che spacca e ruba. Così ci siano dovuti attrezzare per resistere agli attacchi sempre più frequenti, piazzando vigilantes e dotando i bagni di telecamere e sistemi d’allarme».

Siamo in guerra ma le istituzioni sembrano ignorare il nemico. Anzi i nemici. I clandestini, che di notte spacciano nella pineta di Ponente e derubano i clienti della movida in Darsena, gira e rigira sono sempre lì. Li arrestano, ma vengono rapidamente scarcerati; gli espellono e non se ne vanno. Non va meglio la battaglia per fermare il commercio dei prodotti taroccati e contraffatti. Una piaga che indebolisce l’economia sana. Tutti i sindaci della zona parlano di militarizzazione del territorio, vorrebbero aumentare le pattuglie e intensificare i controlli, ma nell’attesa di un cambiamento che non arriva, gli abusivi vanno su e giù da una parte all’altra della Versilia.

Ad essere in difficoltà sono solo i russi che hanno scoperto Forte negli anni Novanta, dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Qui la polizia municipale e i sindaci non c’entrano, perché la diffidenza nasce dalle sanzioni adottate dall’Italia contro Putin dopo l’annessione della Crimea e il deflagrare del conflitto in Ucraina. Il risultato però non cambia: le nostre spiagge calamitano i disperati, allontanano i miliardari. Non è un luogo comune: i borghesi di Mosca e San Pietroburdo amano il Belpaese e il made in Italy , frequentano le boutique più esclusive della moda, lasciano nei ristoranti mance favolose, a misura di sceicco. Insomma, sono una terapia formidabile in questi tempi di crisi. E però le sanzioni, combinate con il crollo del rublo e la discesa dei prezzi del petrolio, hanno fermato la pacifica invasione.

«Purtroppo – spiega Umberto Buratti, sindaco Pd di Forte dei Marmi – quest’anno dobbiamo registrare dati negativi su questo fronte. Certo, quei cento o poco più che possiedono una casa nel nostro comune tornano. Ma per gli altri le cose non sono cosi semplici. La flessione c’è, sia sul versante degli appartamenti in affitto sia su quello delle prenotazioni in albergo, ed è un calo importante».

Buratti, attentissimo alle oscillazioni e pure ai sospiri di uno dei borghi più esclusivi d’Italia, non vuole dare numeri, anche perchè la stagione è ancora agli inizi, ma la prospettiva non lo entusiasma: «I russi portano benessere, ricchezza, posti di lavoro e una sola presenza in meno si fa sentire. Eccome».

Due cifre alla fine salta fuori. «Posso dire che le transazioni, le strisciate delle carte di credito, sono diminuite da gennaio alla fine di maggio nell’ordine del cinque virgola qualcosa per cento. Una flessione perfino contenuta se si pensa che in Toscana la frenata è stata del 7 per cento».

Non è tutto: perché la strisciata media al Forte vale 1000-1300 euro, il doppio circa rispetto al resto d’Italia. In Versilia le spese lievitano. E questo dà un’idea del danno che il paese sta sopportando per le scelte di politica estera del Governo Renzi. Buratti si fa portavoce di questo disagio: «Questa rigidità, incomprensibile perché i russi hanno la nostra cultura e la nostra storia, ci toglie risorse in un momento già molto difficile, perché gli italiani non hanno più il portafoglio di qualche anno fa. Spero che questa politica miope finisca presto in archivio».

Stefano Zurlo (Il Giornale)

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