Il pragmatismo di Putin contro le sanzioni dell’Europa

Economia e Politica Esteri

Milano 11 Giugno – Putin coglie l’occasione della sua presenza all’Expo nella Giornata della Russia per sfoderare un pragmatismo e una lucida analisi sulla situazione delle sanzioni e degli scambi commerciali Russia Europa. Ed è una verifica puntuale e realistica per dire che così non va, non conviene a nessuno. Relaziona Mario Valenza su Il giornale: Il braccio di ferro tra Ue e Russia diventa sempre più teso. “Mosca manterrà le sanzioni sui prodotti agro-alimentari provenienti dall’Occidente finchè Ue e Usa manterranno le restrizioni economiche contro la Russia per la crisi ucraina”.

Il riferimento è il recente summit del G7 in cui si è minacciato non solo di prolungare oltre il prossimo luglio le attuali sanzioni verso la Russia, ma anche di introdurre nuove misure restrittive contro Mosca in caso di necessità.

“In generale – già aveva detto Ivano  intervenendo al congresso mondiale della stampa russa a Mosca – qualsiasi sanzione rappresenta un’arma a doppio taglio: una negativa e l’altra positiva. Certo – ha spiegato – le sanzioni hanno avuto effetti negativi, questo Š ovvio: Š stato bloccato l’accesso ai prestiti, è aumentata l’inflazione. Ma c’è anche una cosa positiva: il nostro complesso agrario-industriale – ha proseguito il capo dell’amministrazione presidenziale russa – ha ricevuto una boccata d’ossigeno” e “una grande opportunità di sviluppo”. Sempre sullo stesso tema è intervenuto anche Putin “Con Renzi abbiamo parlato del tema delle sanzioni che non possono essere un ostacolo reale. O si eliminano o si modificano per sostenere le aziende che vogliono collaborare con noi. E questo vale anche per i contratti firmati in campo militare e tecnologico”. Poi parlando dell’Italia, Putin ha affermato: “Tutti i progetti in comune sono bloccati dalle sanzioni, o si eliminano e si apportano modifiche. Dobbiamo sostenere le aziende che vogliono lavorare e soprattutto non dobbiamo rinunciare ai contratti già firmati”.
Ma a far salire la tensione ci aveva pensato Strasburgo. “Mosca non è più un partner strategico della Ue”. È un passaggio del rapporto sullo stato delle relazioni Ue-Russia approvato dall’Aula di Strasburgo nel quale si chiede la revisione critica dei rapporti a causa della violazione deliberata da parte di Mosca dei principi democratici e del diritto internazionale sullo sfondo della crisi ucraina. Un vero e proprio schiaffo a Mosca. Il testo, piuttosto corposo, approvato con 494 s, 135 no e 69 astensioni, ribadisce “il coinvolgimento diretto e indiretto della Russia nel conflitto armato in Ucraina e la sua annessione illegale della Crimea”, definendo questi atti “una violazione deliberata dei principi e dei valori democratici”.

Lo scontro dunque si fa durissimo. E in mezzo tra Ue e Russia c’è Renzi, che come sempre ha le idee ben poco chiare su come agire…

Milano Post