COME RIAVVICINARE LA POLITICA AI CITTADINI? ESPOSITO: “I PARTITI DEVONO ASCOLTARE LA BASE”

Economia e Politica Milano

Milano 24 Marzo – La politica come missione, come risposta concreta alle esigenze ed alle legittime aspirazioni dei cittadini. Questa è la politica che da tanti anni appassiona il Capogruppo di Forza Italia in Zona 6 Giovanni Esposito.

Tanti i risultati che Esposito può vantare nella sua lunga carriera politica, caratterizzata da una ricerca costante delle soluzioni ai piccoli/grandi problemi quotidiani della povera gente. Dalla riqualificazione dei palazzi Aler di Via Giambellino, all’organizzazione di punti di aggregazione per ansiani, all’impegno nella diffusione della raccolta differenziata, all’assistenza fiscale gratuita garantita dall’Associazione dei Consumatori Andacon di cui è Presidente, al gran numero di iniziative portate avanti che hanno visto l’adesione di migliaia di cittadini che nei gazebo da lui organizzati hanno firmato le diverse petizioni.

Esperienza politica che ha spinto Esposito a commentare così il nuovo libro Leonardo Montoli “3 crisi di immagine e di consenso” (Politica, Chiesa Cattolica e Pubblica Amministrazione i soggetti interessati da queste crisi): “Forse abbiamo una visione troppo angusta e limitata dei problemi, manchiamo di approfondimento ma soprattutto come uomini politici, come cultori del sacro, come pubblici amministratori, forse viviamo troppo lontani dalla realtà. La mia esperienza di consigliere di Zona prima e di Capogruppo Consiliare poi mi ha portato a dovermi immergere nei problemi della gente, riportandone spesso un senso di sgomento e di inadeguatezza a risolvere il problema che mi trovavo di fronte; a volte mi sembrava di avvertire una certa mancanza di preparazione, e di non avere a disposizione gli strumenti teorici e pratici necessari per tentare di risolvere una situazione umana che mi angosciava. Mi sono chiesto più volte, e mi chiedo tuttora, se non sarebbe utile all’interno dei partiti avviare e nutrire continuamente un dialogo più intenso fra chi vive sulla frontiera del contatto quotidiano con i problemi vitali dei cittadini e chi dai vertici istituzionali ne discute a volte, più o meno responsabilmente, con atteggiamento troppo “distante”. Ma soprattutto mi chiedo da tempo se non si dovrebbe organizzare meglio, più diffusamente e continuativamente, l’ascolto della gente, creando dei luoghi di incontro, dei gruppi di discussione periodica di approfondimento delle situazioni che caratterizzano la realtà in cui la politica è chiamata a proporre e realizzare soluzioni rispondenti alle necessità degli elettori. Invito tutti, ma sopratutto i politici a ragionare su come fare politica, come organizzare un partito nel modo giusto eticamente corretto”.