Come pagare la Tasi senza fare errori

Economia e Diritto

Mancano solo tre giorni per pagare la prima rata della Tasi. La seconda scadrà il 16 dicembre. Ecco tutti gli agguati che si nascondono dietro l’angolo: una guida pratica per pagare la “nuova Imu” ed evitare ulteriori salassi

Il 16 ottobre è il termine ultimo per il pagamento della prima rata della Tasi, la tassa che doveva mandare in pensione la vecchia Imu e che invece costerà di più per una famiglia su due.

La scadenza vale per chi abita in uno dei 5279 comuni italiani che sono riusciti a deliberare sulle aliquote prima del 18 settembre scorso. Per gli altri comuni la tassa dovrà essere pagata il 16 dicembre in un’unica rata. Una volta scoperto se il proprio comune è o meno nella lista dei virtuosi bisogna passare al pagamento vero proprio. Un procedimento non proprio alla portata di tutti.

Prima di tutto serve provurarsi la delibera comunale necessaria per calcolare l’importo da versare. L’unico modo per entrare in possesso di questi documenti, con buona pace dei contribuenti anziani, è ricorrere a Internet. Le varie circolari si trovano esclusivamente sul sito del ministero delle Finanze e, tanto per complicare ulteriormente le cose, si differenziano di città in città. Rispetto alla vecchia Imu per la Tasi i comuni hanno avuto un ampio margine di manovra per stabilire aliquote e detrazioni.

Una volta ritrovata la delibera (attenzione che sia la più recente) bisogna calcolare la rendita catastale del proprio immobile, aumentarla del cinque per cento e moliplicare il risultato per un coefficiente che varia a seconda dell’immobile.

Per abitazioni e box si moltiplica per 160, 55 per i negozi e 80 per gli uffici. Bisogna anche ricordarsi che con la nuova Tasi una parte della tassa dovrà essere pagata anche dai locatari, nel caso l’immobile fosse stato dato in affitto. La percentuale per gli inquilini varia dal dieci al 30 per cento a seconda dei comuni.

Una volta in possesso di tutti i dati per il calcolo dell’importo si può finalmente passare al pagamento vero e proprio. La Tasi si deve pagare con il modello F24. Sul modello oltre ai dati anagrafici vanno registrati anche il codice catastale del comune, il numero di immobili interessati dal versamento e l’anno di riferimento dell’imposta. Questi dati andranno registrati nella sezione “Imu ed altri tributi locali”. L’abitazione principale è definita dal codice tributo 3958, mentre gli altri fabbricati rispondono al codice 3961.

Fonte: IlGiornale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.