Nuova tassa per chi abita in palazzi costruiti da più di 50 anni: altri 500 milioni da spremere ai milanesi

Fabrizio c'è Milano

Milano 30 Settembre – Il Consiglio Comunale di Milano ha introdotto una nuova tassa occulta che colpirà i proprietari già bastonati da Imu e Tasi. Nel regolamento edilizio è infatti stata approvata una norma (art 11) che obbliga tutti i fabbricati entro 50 anni dalla data di collaudo o, in assenza del suddetto certificato, dalla ultimazione, a sottoporsi a una verifica dell’idoneità statica di ogni loro parte da parte di tecnico abilitato.
In aggiunta dovranno sottoporsi a questa verifica tutti gli edifici interessati per almeno metà della superficie da cambio d’uso o manutenzione straordinaria.

Queste certificazioni dovranno essere effettuate entro 5 anni dall’entrata in vigore del regolamento (entro il 2019) e apposte nel fascicolo d’immobile. I notai dovranno richiedere all’atto di vendita tali documenti.

Si tratta dell’ennesima follia arancione che però costerà cara ai proprietari di immobili milanesi già vessati da Imu e Tasi. Sono piu di 150.000 gli immobili in queste condizioni. L’intervento del tecnico con una verifica ex post costerà, se fatta seriamente, dai 3000 ai 10000 euro a seconda dell’ampiezza per la certificazione di staticità. Si impone così ai proprietari l’esborso di 500 milioni (3 volte l’Imu), quando spesso quei documenti giacciono in chissà quale ufficio della burocrazia.

Ho fatto notare che una simile norma introdotta prima dalla Regione Campania nel 2003 e poi dalla Regione Puglia nel 2014 è stata bocciata da sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale. Addirittura il 10 luglio il Governo Renzi ha impugnato davanti la Corte Costituzionale un simile registro richiesto da Vendola.

Anche le osservazioni in tal senso formulate da varie associazioni e professionisti sono state respinte. Silenzio totale dei giornali, che poi dedicheranno grandi spazi quando la gente comincerà a pagare.

Ora la mia battaglia contro questa tassa nascosta dovrà per forza intraprendere la strada del ricorso. Speriamo di essere in tanti

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