Tentato omicidio e due aggressioni. L’integrazione che funziona

Milano 30 Novembre – Questa è una bella storia di integrazione. Un ragazzo Italiano, dimostrando grande apertura mentale e scarsissimi pregiudizi, oltre che una forte convinzione ed apertura verso il prossimo, ha dato uno schiaffo morale a tutto il centrodestra Milanese. Intanto, contro tutti gli stereotipi, ha messo su un gruppo di amici provenienti da quattro paesi diversi. Quindi la finiscano gli esponenti di destra di dire che è impossibile integrarsi. Ci si riesce eccome. Poi questo eroico ragazzo è riuscito a far integrare amici cattolici e musulmani (probabilmente, ci fidiamo delle loro origini, ma ci sono un sacco di combinazioni più eccitanti. Magari qualcuno tra loro era addirittura animista!!). Un risultato fantastico. Questo dovrebbe farci riflettere sul valore che esperienze condivise hanno nella lotta al fondamentalismo. Il ragazzo Kosovaro che era con loro, per esempio, ha bevuto normalmente ed abbondantemente, nonostante gli stereotipi ed i pregiudizi. Certo, poi ci ha pensato un altro Italiano a rovinare tutta la serata. Questo tizio, ora in ospedale a lottare con la morte, era stato pacificamente circondato dai nostri quattro giovani esempi di tolleranza ed integrazione. Ed invece di condividere anche lui, si è chiuso nel suo isolamento individualista e capitalista. Per cui ha tenuto stretto il suo cellulare, simbolo tangibile di isolazionismo colonialista e sfruttamento delle multinazionali. Normale che i quattro, presi da sdegno feroce ed antirazzista, nonché gloriosamente antifascista, lo abbiano accoltellato. Nella guerra Partigiana quante volte è successo lo stesso? Ecco, compiuta la giustizia proletaria, felici per aver onorato anche loro lo spirito fondante di questa Repubblica nata dalla Resistenza, si sono avviati baldanzosi al Tram.

Là hanno inciso questa data, pregna di alti significati, sui sedili perché i fascisti che vivono in zona sapessero e temessero i redivivi guerrieri di montagna, multietnici, amanti della libertà e nemici di polizia ed esercito, ovviamente fascisti. Questo ha scatenato l’indignazione borghese e benpensante degli astanti. E come sempre ci è andato di mezzo un innocente. Per spegnere le polemiche, infatti, i quattro amici hanno scaricato sul tram un estintore, mandando in ospedale un povero Afghano. Queste sono le colpe degli fasciomofoboleghisti. Purtroppo uno Stato stoltamente razzista, invece di premiare questi esempi del mondo che noi di Sinistra vorremmo vedere ovunque, li ha arrestati.

Questo è l’articolo che Milano Today avrebbe voluto scrivere. Questo è quello che ha invece dovuto scrivere. Siamo solidali con loro. Deve essere stato un brutto giorno.

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Luca Rampazzo

Luca Rampazzo

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