Si è svolto presso il Centro Sant’Antonio a Milano l’incontro intitolato “I tanti volti della povertà: un dialogo sulle nuove fragilità
sociali”, un importante momento di confronto promosso dall’Antoniano di Bologna — con la presenza di alcune realtà francescane della rete di Operazione Pane — e arricchito dalla partecipazione di Caritas Italiana e Croce Rossa Italiana. L’evento, organizzato in vista della Giornata Mondiale dei Poveri, ha offerto l’occasione per analizzare a fondo le trasformazioni del disagio e le risposte concrete messe in campo dal Terzo Settore.
I fattori di crisi e le nuove vulnerabilità
Al centro del dibattito vi è stato l’aumento vertiginoso del costo della vita e l’incidenza di fattori complessi come i conflitti internazionali, i cambiamenti climatici e l’impatto dell’intelligenza artificiale, che stanno ridefinendo i contorni della povertà. Fenomeni emergenti come i working poor (i lavoratori poveri) e la cooling poverty raccontano un disagio che non risparmia chi possiede un’occupazione.
L’incontro ha dato voce a diverse testimonianze di primo piano: Rocco Pezzullo (Coordinatore dell’Unità Comunicazione e Fundraising di Caritas Italiana), fra Giampaolo Cavalli (Direttore di Antoniano), Maurizio Bonomi (Presidente del Comitato Regionale Lombardia di Croce Rossa Italiana), fra Luca Volonté (Responsabile del Centro Sant’Antonio) e la sociologa Chiara Lodi Rizzini, specializzata in politiche sociali e welfare.
Lavorare non basta: i dati dell’Osservatorio
I dati dell’Osservatorio 2026 di Operazione Pane delineano un quadro in forte evoluzione. A Milano, le persone singole supportate sono 398 (pari al 7% del totale nazionale della rete), registrando un calo di un terzo rispetto al 2025. Tuttavia, a fronte di questa flessione, si impenna drasticamente il fenomeno dei working poor: a livello nazionale la crescita è del 65%, mentre a Milano questa categoria rappresenta oggi il 30% delle persone singole aiutate, a fronte del 17% della media nazionale e del 12% dell’anno precedente.
Parallelamente, cresce la grave marginalità tra le persone singole che si rivolgono alla mensa francescana meneghina: il 56% è senza dimora e il 33% ha più di 60 anni.
Il supporto quotidiano e il ruolo della rete sociale
Per far fronte a queste emergenze, la mensa di Milano ha garantito nei primi otto mesi del 2026 una media di 82 pasti al giorno (2.132 al mese, con un incremento del 2,5% sul 2025). Ma l’azione di Operazione Pane va ben oltre la distribuzione alimentare: tutti i singoli supportati hanno potuto usufruire dello sportello d’ascolto, evidenziando come il 6% degli utenti presenti problematiche legate alla salute mentale. A ciò si aggiunge il servizio docce, utilizzato dal 31% degli assistiti per garantire dignità e igiene anche nei periodi di caldo o freddo estremi.
Nel corso della tavola rotonda, moderata da Stefano Arduini (Direttore di Vita), sono emersi spunti fondamentali per il futuro. Chiara Lodi Rizzini ha evidenziato il peso della sovrapposizione tra crisi economica, inflazione ed erosione della capacità fiscale dello Stato. Rocco Pezzullo ha ribadito la necessità di superare la sola logica assistenziale per restituire alle persone gli strumenti per costruire il proprio futuro. Maurizio Bonomi (Croce Rossa) ha posto l’accento sulla solitudine degli anziani, sulla povertà energetica e sulle difficoltà legate a migrazioni e conflitti. Infine, fra Luca Volonté e fra Giampaolo Cavalli hanno richiamato l’urgenza di risposte concrete, accoglienti e capaci di restituire dignità e voce agli emarginati, ricordando l’importanza di fare rete per non lasciare nessuno solo di fronte all’emergenza abitativa e al carovita.
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