Arriva una nuova stangata giudiziaria per Palazzo Marino sul tema del rumore notturno e della vivibilità cittadina. Il Tribunale Civile di Milano ha condannato il Comune a risarcire 70mila euro a quattro residenti di Corso Garibaldi (nel tratto compreso tra via Moscova e piazza XXV Aprile) per i continui disagi, il degrado e il superamento dei limiti di decibel causati dalla movida non controllata.
Lapidario sulla vicenda il Deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato «Apprendo della sentenza del Tribunale Civile che ha condannato il Comune di Milano a risarcire 70mila euro a quattro residenti di corso Garibaldi per rumori causati dalla movida. A distanza di 10 mesi, la precedente riguardava alcuni residenti di Porta Venezia, Palazzo Marino paga ancora con i soldi pubblici alcuni cittadini ai quali ha creato disagi e fastidi. È da anni che denuncio l’assenza dei controlli alle varie ordinanze della Giunta di Centrosinistra, ed oggi è arrivata l’ulteriore scontata e prevedibile conferma. L’Amministrazione non poteva pensare di farla franca solamente con qualche ordinanza “fuffa” che vietava vendita di alcolici e/o bottiglie di vetro dopo un certo orario. Ciò che hanno dovuto subire i residenti delle varie zone della Movida era qualcosa di molto grave e fastidioso»
Il contesto: i precedenti e la battaglia legale dei quartieri
La decisione del giudice civile si inserisce in un solco giurisprudenziale ormai consolidato e sempre più stringente per gli enti locali. Già nei mesi scorsi il Comune di Milano era stato colpito da pronunce analoghe riguardanti altri snodi critici della vita notturna cittadina, come il quartiere Lazzaretto-Melzo a Porta Venezia: in quel caso, circa 34 cittadini guidati dai comitati di quartiere avevano ottenuto risarcimenti significativi al termine di una lunga vertenza legale basata su perizie fonometriche.
Ordinanze e polemiche sui controlli
Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale guidata dal centrosinistra ha provato a tamponare il fenomeno introducendo varie ordinanze d’urgenza:
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Divieti temporanei di vendita e asporto di alcolici o bevande in bottiglie di vetro in determinate fasce orarie.
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Limitazioni all’orario dei dehors e dei tavolini all’aperto nelle “zone calde” (Porta Venezia, Corso Garibaldi, Navigli, Isola, Nolo).
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Restrizioni sulla vendita di cibo da asporto nelle ore tarde.
Tuttavia, come evidenziato dalle associazioni dei residenti e dalle forze d’opposizione, tali provvedimenti sono spesso risultati inefficaci in assenza di un piano strutturato di pattugliamenti e sanzioni da parte della Polizia Locale nelle ore centrali della notte. Le decisioni del Tribunale rischiano ora di aprire la strada ad ulteriori ricorsi collettivi in altri quartieri di Milano, esponendo il bilancio di Palazzo Marino a un potenziale “effetto domino” economico e reputazionale.
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