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Via Sacco, 25 posti auto cancellati: la pedonalizzazione divide il quartiere

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Venticinque posti auto in meno, dieci posti moto cancellati e più traffico nelle strade vicine. La pedonalizzazione dell’ultimo tratto di via Luigi Sacco e di parte di piazza Sicilia, nel quartiere De Angeli, accende lo scontro sulle scelte della Giunta Sala. A contestare il provvedimento è Deborah Dell’Acqua, vicecoordinatrice di Fratelli d’Italia Milano Città, che chiede di sospenderne l’attuazione e discutere in commissione le conseguenze per residenti, commercianti e famiglie.

Al centro della contestazione c’è la deliberazione della Giunta comunale del 1° ottobre. Secondo Dell’Acqua, gli effetti della chiusura emergono dalla stessa relazione tecnica del Comune e dalle valutazioni di AMAT richiamate negli atti. «Non sono previsioni dell’opposizione», sottolinea l’esponente di FdI. I dati riportati nella sua denuncia indicano un incremento di circa 70 veicoli equivalenti nelle ore di punta in via Seprio, circa 60 in via Buonarroti e fino a 70 lungo l’itinerario viale Bezzi–piazzale Tripoli–via Sardegna nell’ora di punta del mattino. La relazione riconoscerebbe anche un aumento degli accodamenti in via Seprio, pur valutandolo come contenuto.

La chiusura, dunque, non esaurisce i propri effetti nel tratto trasformato in area pedonale. Le automobili devono trovare altri percorsi e la pressione si trasferisce sulle vie circostanti. Alla modifica della circolazione si aggiunge la perdita di 25 posti auto, dei quali 22 a pagamento e tre riservati ai residenti, oltre a dieci posti moto in meno. Per alcuni automobilisti diretti alla scuola Umberto Eco, il percorso si allungherebbe di circa 350 metri. «Perché residenti e commercianti devono pagare le conseguenze di una scelta che modifica la viabilità di un intero quartiere?», domanda Dell’Acqua.

Un altro punto riguarda la Biblioteca Sicilia, citata negli atti tra le strutture presenti nell’area. Dell’Acqua ne riconosce il valore culturale, ma richiama gli orari di apertura: 29 ore settimanali, distribuite tra cinque ore al giorno dal lunedì al venerdì e quattro il sabato, con chiusura domenicale e nei festivi. La struttura dispone, secondo i dati riportati dall’esponente di FdI, di 20 posti studio, sette posti per la lettura di quotidiani e riviste e 25 per incontri e iniziative. Le postazioni automatiche per prestito e restituzione si trovano all’interno. La contestazione riguarda quindi la proporzione tra una limitazione permanente della circolazione e le fasce nelle quali i servizi sono effettivamente utilizzabili.

È soprattutto sulla sicurezza scolastica che Dell’Acqua propone un’alternativa. Attraversamenti protetti, percorsi sicuri e controlli davanti agli istituti sono interventi necessari. La questione è se questi obiettivi richiedano una chiusura per tutta la giornata oppure possano essere raggiunti con limitazioni negli orari di ingresso e uscita degli alunni. «Proprio perché la sicurezza dei bambini è una priorità, occorrono soluzioni concrete e proporzionate», afferma. Una chiusura temporanea, accompagnata da una migliore organizzazione della viabilità, consentirebbe secondo FdI di tutelare gli studenti e mantenere l’accessibilità della zona nelle altre ore.

La critica investe il criterio con cui l’amministrazione valuta queste trasformazioni. «Non si migliora automaticamente la qualità della vita spostando le automobili da una strada all’altra», osserva Dell’Acqua. Per giudicare il progetto bisogna considerare insieme sicurezza, sosta, accesso ai servizi, attività commerciali e traffico nelle vie limitrofe. Fioriere e arredi urbani possono migliorare uno spazio, ma la valutazione deve comprendere anche ciò che accade oltre il perimetro pedonalizzato.

Fratelli d’Italia ha richiesto, attraverso i propri consiglieri comunali, la convocazione di una commissione per approfondire il progetto. La richiesta comprende gli studi di traffico AMAT, i dati Miovision del 2025, le valutazioni sull’impatto della chiusura e le eventuali alternative esaminate. Il partito vuole inoltre conoscere le misure compensative per i parcheggi eliminati e le iniziative adottate per coinvolgere residenti ed esercenti. A Sala e all’assessora alla Mobilità Arianna Censi viene chiesto di fermare l’attuazione fino a questo confronto.

La proposta è verificare se una limitazione nelle fasce scolastiche possa garantire la sicurezza senza imporre al quartiere gli effetti di una chiusura permanente. È su questa possibilità che la Giunta è chiamata a rispondere, spiegando perché l’intervento scelto sia preferibile alle alternative. «La buona amministrazione non si misura dal numero di strade che si chiudono, ma dai problemi che si riescono a risolvere», conclude Dell’Acqua. Per via Sacco, il confronto deve partire proprio da qui: dai benefici attesi e dalle conseguenze concrete per chi nel quartiere vive e lavora.

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