Manifestazione pro Palestina a Milano, in cinquemila sfilano nel centro: “Stop a ogni accordo con Israele”

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Un nutrito corteo ha attraversato il centro di Milano per chiedere l’interruzione immediata di ogni rapporto con il governo israeliano, l’imposizione di un embargo sulle armi e la fine di quello che i manifestanti definiscono “il silenzio e la complicità istituzionale”. La mobilitazione, promossa dai Giovani palestinesi di Milano e inserita in una giornata di manifestazioni diffuse in tutta Italia, ha visto la partecipazione di circa 5.000 persone.

Il percorso e l’attacco alle politiche dell’esecutivo italiano

Il corteo è partito intorno alle 17:30 da piazza della Repubblica. Ad aprire la sfilata, un grande striscione recitante lo slogan:

“From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare”.

L’attacco al Governo Meloni ha rappresentato uno dei temi politici centrali portati in piazza. Dalle forze politiche di opposizione e dai collettivi studenteschi presenti è arrivata una ferma condanna nei confronti della linea dell’esecutivo italiano: i manifestanti hanno chiesto la sospensione immediata di tutti i trattati di cooperazione economica, militare e accademica siglati dall’Italia con Israele. Nelle rivendicazioni della piazza, la critica alla gestione della politica estera e all’invio di armi si è intrecciata con la contestazione delle politiche interne del governo in materia di spesa pubblica e diritti.

I manifestanti hanno poi percorso le vie del centro cittadino, transitando nei pressi di piazza della Scala per poi proseguire la marcia in direzione di piazza del Duomo. L’intera sfilata si è svolta in modo pacifico, senza che si siano registrati momenti di tensione o scontri con le Forze dell’Ordine.

I cori e le adesioni in piazza

Lungo il tragitto, la folla ha intonato cori contro la leadership israeliana, all’indirizzo del premier Netanyahu, intervallandoli con le note di “Bella ciao”. Dal camion guida degli organizzatori,  è stato ribadito più volte il senso politico della protesta per respingere le polemiche: “Non siamo antisemiti, siamo antisionisti”.

E a dire il vero il concetto era sottolineato in maniera abbastanza estrema da diversi cartelli e striscioni comparsi nello svolgersi del corteo.

Ampia e variegata la presenza di rappresentanze politiche, sindacali e studentesche che hanno sostenuto l’appello della piazza:

  • Partiti e movimenti: Alleanza Verdi Sinistra, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Cambiare Rotta

  • Organizzazioni studentesche e sindacati: Unione degli Universitari, Al Cobas, Carc

  • Diritti umani: Amnesty International

Le motivazioni dei promotori

Alla base del corteo c’è la volontà di riportare l’attenzione sull’escalation del conflitto e sulle sofferenze della popolazione civile a Gaza, denunciando l’inerzia dei governi occidentali. Gli organizzatori hanno spiegato le ragioni della mobilitazione con un chiaro appello:

“Dopo anni di sofferenze a Gaza, il popolo palestinese continua a subire massacri. Nonostante il calo dell’attenzione mediatica, l’oppressione non si è fermata. È nostro dovere riportare la lotta palestinese al centro del dibattito politico e popolare in Italia”.

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