Una notte infernale, quella tra sabato 12 e domenica 13 settembre, con una quantità impressionante di persone in strada, l’incrocio ripetutamente bloccato, automobili in seconda fila fino a via Palmanova, passi carrai ostruiti e persone che giocavano a pallone in mezzo alla carreggiata, colpendo le vetture parcheggiate. È quanto hanno vissuto ancora una volta i residenti di via Celentano e via Madre Picco.
La situazione è proseguita per ore senza alcun miglioramento. Gruppi sparsi lungo la strada, urla, confusione, occupazione dei marciapiedi e comportamenti che alcuni abitanti hanno ritenuto compatibili con possibili attività illecite. Alle 4.23 di domenica mattina il bar risultava ancora aperto e la zona continuava a essere ostaggio della baldoria.
«Non so perché questa notte ci fosse un mare di gente. L’incrocio è stato bloccato più volte, le automobili erano ovunque e alcune persone erano tornate a giocare a pallone in mezzo alla strada, sbattendo il pallone contro le macchine», racconta uno dei residenti. «Non ho più chiamato le forze dell’ordine. Sono nauseato».
Quest’ultima frase è forse la più grave dell’intera testimonianza. Dopo mesi di segnalazioni, esposti e richieste d’intervento, alcuni cittadini stanno rinunciando persino a telefonare. Non perché la situazione sia migliorata, ma perché non credono più che una chiamata possa cambiare qualcosa. Quando un cittadino smette di chiedere aiuto perché si sente abbandonato, la sconfitta delle istituzioni è già cominciata.
Eppure, durante la notte tra sabato e domenica, una pattuglia sarebbe passata. Secondo le testimonianze raccolte, intorno alle 00.23 di domenica un veicolo della Polizia Locale sarebbe arrivato da via Madre Picco, avrebbe svoltato in via Celentano e avrebbe proseguito in direzione di via Palmanova senza fermarsi.
In quel momento la situazione sarebbe stata già pienamente visibile: schiamazzi, automobili in sosta irregolare, incrocio in tilt, accessi bloccati e persone in mezzo alla strada. Nonostante questo, la pattuglia avrebbe attraversato la zona senza effettuare alcun controllo.
Non è possibile sapere, allo stato, quali fossero le disposizioni ricevute dagli operatori, quale servizio stessero svolgendo o se vi fossero emergenze più urgenti. Proprio per accertare i fatti ho scritto formalmente al comandante della Polizia Locale competente per il Municipio 2, nella mia qualità di consigliere di Municipio, chiedendo una ricostruzione oggettiva dell’accaduto.
Ho chiesto se corrisponda al vero che il veicolo sia transitato alle 00.23 di domenica 13 settembre, se quel passaggio rientrasse in uno specifico servizio di controllo e quale situazione sia stata riscontrata dagli agenti. Qualora le criticità fossero state rilevate, dovrà essere spiegato perché non sia stato effettuato un intervento.
Se fermarsi fosse stato considerato poco opportuno o non sicuro, è necessario sapere se sia stato richiesto il supporto di altre pattuglie o di ulteriori forze di polizia. Se, invece, gli operatori avessero ritenuto che non esistessero condizioni tali da richiedere un controllo, occorre comprendere sulla base di quali elementi sia stata compiuta questa valutazione.
Esistono filmati realizzati immediatamente prima e dopo il passaggio del veicolo della Polizia Locale che documenterebbero il persistere della situazione. Il materiale sarà messo a disposizione del Comando affinché possa verificare quanto effettivamente accaduto e fornire una risposta puntuale.
La richiesta assume anche un rilievo istituzionale. Qualora dalla documentazione e dalle informazioni acquisite emergessero elementi riconducibili a reati perseguibili d’ufficio, un pubblico ufficiale non potrebbe ignorarli. Gli articoli 331 del codice di procedura penale e 361 del codice penale disciplinano chiaramente gli obblighi conseguenti.
Via Celentano non ha bisogno di una pattuglia che attraversi una notte infernale senza fermarsi. Ha bisogno di controlli reali, continuativi e svolti proprio nelle ore in cui la situazione degenera.
Alle 00.23 di domenica la Polizia Locale sarebbe passata. Alle 4.23 il bar era ancora aperto. Nel mezzo ci sono state quattro ore di caos e un quartiere nuovamente lasciato solo. Ora il Comando spieghi che cosa è accaduto e, soprattutto, che cosa intenda fare perché una notte simile non si ripeta.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.