Un altro risveglio nel cuore della notte per i residenti di via Celentano e via Madre Picco. Poco dopo le tre, sotto le finestre delle abitazioni, erano ancora presenti diversi avventori divisi in almeno due gruppi, sistemati sui lati opposti della strada e a pochi metri dalle case.
«Mi sono addormentato, ma dopo le tre mi hanno svegliato. Li avevo a cinque metri, proprio sotto la finestra», racconta uno dei residenti. Secondo la sua testimonianza, il gruppo più vicino era composto da giovani italiani, definiti ironicamente «figli di papà». Dall’altra parte della strada, proprio davanti al Bar Celentano, si trovava invece un secondo gruppo, apparentemente di diversa provenienza.
Un dettaglio che dimostra come il problema non riguardi la nazionalità degli avventori, ma la perdita completa delle regole attorno al locale. Via Celentano sembra essere diventata un punto di ritrovo trasversale nel quale gruppi differenti occupano contemporaneamente marciapiedi e carreggiata, parlando e urlando sotto le finestre fino alle ore più profonde della notte.
La compresenza di gruppi distinti sui due lati della strada aumenta anche le preoccupazioni sotto il profilo dell’ordine pubblico. Dopo l’accoltellamento segnalato nei giorni scorsi, non è possibile ignorare il rischio che una discussione, una provocazione o qualche bicchiere di troppo possano trasformare l’ennesima notte di schiamazzi in qualcosa di molto più grave.
Il Bar Celentano continua così a rappresentare il centro di una situazione ormai fuori controllo. Mentre le istituzioni assicurano di conoscere la vicenda e durante il giorno vengono effettuati controlli, di notte la strada torna puntualmente a essere occupata. La videocamera installata in via Madre Picco non ha prodotto alcuna deterrenza e le ripetute telefonate dei residenti non hanno determinato un cambiamento concreto.
La vicenda non può più essere liquidata come semplice disturbo della quiete pubblica. Quando due gruppi rimangono fino alle tre sotto le finestre, a pochi metri dalle abitazioni, il diritto al riposo viene cancellato e un’intera porzione di quartiere viene sottratta ai suoi residenti.
Il punto, ormai, non è più sapere chi frequenti il locale. Il punto è stabilire se in via Celentano valgano ancora le stesse regole vigenti nel resto della città. Dopo mesi di segnalazioni, controlli e promesse, la risposta continua purtroppo ad arrivare ogni notte: sotto quelle finestre, evidentemente, ancora no.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.