39 anni fa l’addio di Enzo Tortora. E una frase che è ancora attualissima …
Avevo 12 anni. Era il 1959 e a Torino, su Rai 1, dopo Carosello, andava in onda “Crociera d’Estate” condotta da Enzo Tortora. Io c’ero. In una puntata, insieme a Enza Sampò, con la quale da un paio d’anni facevo il ragazzino-assistente, e lei la fedele “spalla” di Febo Conti nella trasmissione pomeridiana per i ragazzi, “Il Circolo dei Castori”.
Quella fu l’unica sera del mio incontro con Enzo nel periodo adolescenziale. Ma già allora mi rimase addosso un’immagine precisa: un uomo pulito, pacato, gentile, intelligente. Un vero “signore” d’altri tempi. Una di quelle persone che ti insegnano, senza ostentarlo, cosa vuol dire avere classe.
Lo ritrovai a inizio anni ’70 a Milano negli uffici di un’agenzia giornalistica guidata da Fulvio Scocchera. Io scrivevo fumetti. Enzo, sicuramente, articoli molto più impegnati e seri.
Poi, di nuovo nel 1982. Avevamo in comune l’assistenza artistica, lui in modo continuato e intenso, di una donna in gamba e autorevole, Gigliola Barbieri. Lei lo ha accompagnato e guidato in modo esemplare e professionale nella sua ascesa professionale, quale conduttore del programma col record di ascolti, ben 20 milioni di spettatori a puntata: Portobello.
E poi, arrivò l’alba del 17 giugno 1983. L’arresto a Roma. Lo ricordo ancora per le ansie e le trepidazioni di Gigliola, con la quale ero rimasto in ottimi rapporti, anche alla fine della nostra collaborazione artistica. Abitavamo entrambi a Basiglio, Milano 3.
Passarono gli anni. “Troppi” … prima di arrivare all’assoluzione in Corte d’Appello il 15 settembre 1986. Assoluzione che poi sarà resa definitiva dalla Cassazione il 13 giugno 1987.
Quando Enzo tornò a condurre Portobello, c’ero anch’io dietro le quinte. Era la sera del 20 febbraio 1987. Entrò in studio accompagnato da una standing ovation lunghissima, commovente. Si fermò, guardò tutti e disse con voce ferma:
“DUNQUE, DOVE ERAVAMO RIMASTI?”
Il 18 maggio 1988 se ne andò. Aveva 59 anni. Stroncato da un tumore. Tanti dissero che era esploso per la terribile ingiustizia subita.
Sono trascorsi “39 anni” da quella frase … e mi ritrovo a ripeterla anch’io, con amarezza:
… “DUNQUE, DOVE ERAVAMO RIMASTI?”
Siamo rimasti che nulla è cambiato. Le ingiustizie, purtroppo, non finiscono mai.
Ma gli uomini come Enzo Tortora restano
… nel ricordo, nell’esempio, nella dignità con cui hanno affrontato anche il peggio ….
E Milano, che lo ha accolto e che lui ha raccontato con rispetto, ha il dovere di ricordarlo, sempre, come tutta l’Italia. E non solo come una vittima illustre … ma come un grande maestro di vita.
Arrivederci Enzo
Capitan U 1947
(alias Umberto Napolitano)

Scrivo e canto canzoni da sempre, sono la mia arma di espressione libera e senza filtri. Nella mia carriera ho molte hit cantate da me e da grandi star nazionali e internazionali, al mio attivo 6 Festival di Sanremo come autore, 3 come cantante ed altro. Sono un rivoluzionario? Forse, non so, non credo che osservare e raccontare onestamente sia un atto sovversivo … però una cosa è certa: ovunque c’è “casino”, io ci sono.


Grande Umbi
ci hai dato un bellissimo ricordo
👏👏👏👏💞
Ciao Capitan U… hai portato un ricordo che non si cancellerà mai e che ha segnato la nostra Nazione con un solco indelebile, non di un aratro che crea nuova vita ma di un terremoto che la distrugge… hai detto bene, un uomo di altri tempi, un uomo che ha sempre rispettato tutti e che con garbo, educazione, professionalità ed umiltà ha sempre gestito le situazioni… un uomo, un personaggio pubblico ridotto a schiavo della giustizia, se questa fosse giustizia bisognerebbe vergognarsi, in catene come il peggiore dei galeotti per il gusto di sentirsi sopra ogni le parti e di poter gioire del potere che si è acquisito… tanto anche se sbagliano chi se ne frega, non pagheranno mai le conseguenze e possono sempre difendersi, nascondendosi dietro la frase magica “Ho solo svolto il mio dovere per la giustizia nel rispetto della legge”… purtroppo quando si viene accusati e condannati ingiustamente, ne abbiamo ancora oggi la chiara evidenza di come funziona, basti vedere l’interrogatorio di Stasi, basato su false prove, per le macchie di sangue sui pedali della bicicletta, se me esce distrutti, devastati, amareggiati e consapevoli che basta trovarsi davanti un essere umano come te, ma con superpoteri da essere superiore e inattaccabile, che voglia in qualsiasi modo accusarti di ciò che nemmeno lontanamente avresti mai pensato, lo.può fare e tu vieni completamente annientato, cancellato e mon hai possibilità di dimostrare nulla perché è del nulla assoluto che sei accusato… negli anni non è cambiato e non cambierà nulla… vedremo, purtroppo, ancora tanti festeggiamenti e brindisi in difesa di una casta che fregandosene di come decide continuerà per questa assurda strada… Enzo Tortora ne è stato l’esempio più eclatante ma quanti Enzo Tortora sono caduti nella stessa rete senza mai poter dimostrare la propria innocenza… grazie Capitan U
Leggere queste righe fa riemergere una verità che, purtroppo, non invecchia: la dignità di certi uomini resta, le ingiustizie invece sembrano non conoscere stagione. Il ricordo di Enzo Tortora non è solo memoria televisiva, ma un monito civile. La sua frase “Dunque, dove eravamo rimasti?” continua a colpire perché racconta un’Italia che spesso inciampa negli stessi errori.
Grazie Umberto per aver riportato una testimonianza così personale e preziosa. È importante che Milano, e tutto il Paese, non smettano di ricordare Tortora non solo come vittima, ma come esempio di stile, coraggio e compostezza. In un tempo in cui il rumore copre tutto, la sua voce pacata manca ancora.
Mi hai emozionato tanto. Sono tornata indietro con la memoria …una memoria amara che mi ha fatto tanto soffrire. Enzo Tortora era una persona pura di cuore, che si ascoltava volentieri, che lo sentivi amico anche se non ti conosceva! Grazie Umberto per averlo ricordato ! Non finirai mai di stupirmi con le tue lezioni di vita, con i tuoi amici che hai nel cuore. Spero anch’io di avere un pezzettino del cuore tuo e della tua splendida e cara moglie.A presto
Ciao Umbi , quella dolorosa vicenda nella quale è stato coinvolto il povero Enzo Tortora, è una vergognosa e triste pagina di cronaca italiana . Enzo Tortora finì sotto le macerie della giustizia, della tv e della politica. La storia di Enzo Tortora, che tutti conosciamo, è la parabola di un uomo che da re della televisione finisce in carcere , per colpa delle accuse infondate di alcuni pentiti della Nuova Camorra Organizzata. La storia angosciosa di un cittadino innocente risucchiato da un tritacarne giudiziario senza controllo. Un vero grande errore giudiziario che ha rovinato fino alla morte , una persona PERBENE, e che da solo ha saputo difendersi dalle accuse infamanti facendo prevalere i diritti , quelli veri, di un UOMO ONESTO, EDUCATO, GENTILE, CORDIALE, SIGNORILE, BUONO, AFFABILE, RISPETTOSO , SINCERO E LEALE, vero unico esempio di vita di molti altri UOMINI . Grazie Umbi per averci dato la tua personale testinonianza conoscitiva di ENZO TORTORA, della sua GRANDEZZA e della sua MERAVIGLIOSA PERSONA che sono state tra le sue tante qualità di questo indimenticabile personaggio pubblico, attraverso alcuni tuoi cari e profondi aneddoti di cui ci hai abituati .