Blitz al consolato russo di Milano: “No gasoline”, taniche vuote contro la guerra

Cronaca

La sera del 29 luglio gli attivisti dell’associazione UaMi si sono radunati davanti ai cancelli del consolato della Federazione Russa in via Sant’Aquilino, nel quartiere San Siro. Equipaggiati con taniche vuote e cartelli provocatori, i manifestanti hanno messo in scena un’azione simbolica per richiamare l’attenzione sulla crescente crisi del carburante che sta colpendo la Russia a seguito dei raid ucraini sulle raffinerie del Paese.

L’ironia contro la macchina bellica

Sulle taniche portate davanti al consolato campeggiavano slogan come “No gasoline”, “The last liter of Russian gasoline” e “End of the queue. It starts somewhere in Siberia”. Un modo per evidenziare come i frequenti blocchi alle forniture di benzina e gasolio non impattino solo sulla vita quotidiana dei cittadini russi — costretti a estenuanti file ai distributori —, ma paralizzino anche il rifornimento dei mezzi militari al fronte.

“È così che si blocca l’ingranaggio bellico senza l’intervento diretto di un solo soldato NATO,” spiegano i responsabili dell’iniziativa. “Appoggiare le azioni difensive dell’Ucraina non equivale a un’escalation, ma rappresenta l’unico vero freno alla prosecuzione del conflitto.”

Sicurezza europea e punti deboli

Nel corso del presidio, gli attivisti hanno ribadito che la resistenza ucraina contribuisce direttamente alla protezione dell’intero continente europeo:

  • Meno carburante, meno attacchi: Ridurre le risorse energetiche di Mosca significa limitare il lancio di missili e proteggere la popolazione civile.

  • Vulnerabilità del Cremlino: L’azione mira a dimostrare che l’apparato militare russo non è imbattibile e presenta falle strutturali.

  • Appello all’Europa: Oltre alla solidarietà, si chiede fiducia concreta nelle capacità dell’Ucraina di difendere i valori democratici comuni.

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