Grande Brera, al via partenariato pubblico-privato e lavori ristrutturazione

Milano

Nasce il primo partenariato speciale pubblico-privato per la valorizzazione della Pinacoteca di Brera e di Palazzo Citterio. L’iniziativa, presentata ieri in conferenza stampa dal direttore della Grande Brera, Angelo Crespi, insieme a Marco D’Isanto (componente del tavolo tecnico del ministero della Cultura per i partenariati speciali) e a Christine Macel (già direttrice della Biennale di Venezia), introduce un modello di governance basato sulla co-progettazione tra pubblico e privato per la gestione dei servizi di accoglienza, ristorazione, retail ed eventi culturali del complesso museale. Brera è così uno dei primi musei in Italia ad adottare questo strumento, regolato dall’articolo 134 del Codice dei contratti pubblici, che si differenzia dalle tradizionali concessioni o sponsorizzazioni perché i soggetti privati partecipano fin dall’inizio all’elaborazione delle strategie di valorizzazione insieme all’amministrazione.

La novità si inserisce nel percorso avviato con l’inaugurazione di Palazzo Citterio lo scorso 7 dicembre 2024. Il direttore Crespi ha spiegato che la nascita della Grande Brera ha segnato il passaggio da una logica conservativa a una generativa del patrimonio, dove la collaborazione con il privato ha un ruolo chiave per bilanciare sostenibilità economica, interesse collettivo e tutela dell’identità culturale. Si tratta di una “fase due a cui teniamo molto e su cui lavoreremo nei prossimi anni”, ha sottolineato Crespi, “per trasformare la Grande Brera in un complesso museale con più cose. Dobbiamo dare un futuro stabile dal punto di vista dei ricavi ai nostri istituti e crediamo che Milano possa essere all’avanguardia anche nella gestione dei beni culturali”.

Le attività previste dall’accordo interesseranno alcuni degli spazi più significativi del polo. Tra questi figurano il Grande Brera Design Store a Palazzo Citterio, uno spazio centrale fronte strada su via Brera concepito sul modello dei grandi store museali internazionali come il MoMA di New York. Non si tratterà di un semplice bookshop, ma di “un potente strumento di attrattività”, come spiegato da Christine Macel, con l’obiettivo di “creare un nuovo merchandising che riguardi il grande design milanese. Crediamo che sia il primo design store italiano che sarà un modello per tutti”, ha aggiunto Crespi.

Nel complesso sono previsti anche la storica caffetteria Bar Fernanda all’interno della Pinacoteca e, nel giardino di Palazzo Citterio, il Citterio Garden, un bistrot di alta ristorazione improntato alla sostenibilità ambientale. Gli spazi interni del palazzo ospiteranno invece una programmazione culturale continuativa con spettacoli dal vivo, conferenze, laboratori e mostre d’arte contemporanea. I futuri partner saranno selezionati tra operatori qualificati in grado di garantire standard elevati in piena armonia con le esigenze di conservazione del patrimonio.

A margine della conferenza, il direttore Crespi ha fatto anche il punto sui grandi lavori strutturali in corso, visibili per via di una gru di 65 metri che svetta nel cortile maggiore: “Stiamo partendo con una fase di grandi lavori architettonici di conservazione dell’edificio. Siamo partiti dai tetti, con interventi che dureranno un anno e mezzo e non impatteranno sulla visita né sugli studenti dell’Accademia. Da qui in avanti ci saranno lavori che subentreranno e ci permetteranno di ottenere il certificato di prevenzione antincendio. Ci aspettano tre o quattro anni davvero importanti per la sistemazione dell’edificio storico di Brera”.

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