Episodio di discriminazione a Milano: 3 fratellini ebrei perquisiti in un negozio

Attualità

Un grave episodio di intolleranza ha scosso la città di Milano, sollevando profonde preoccupazioni sul clima sociale attuale. Tre fratelli ebrei ortodossi di 13, 11 e 9 anni sono stati bloccati dalla guardia giurata di un punto vendita commerciale in cui erano entrati per dare un’occhiata alla merce.

Secondo quanto riferito da HaKol, l’addetto alla sicurezza li ha sottoposti a una perquisizione approfondita non appena ha appreso la loro nazionalità israeliana. Il Giornale ha successivamente specificato che l’evento si è verificato all’interno del negozio Action situato in Via Lorenteggio.

La situazione è degenerata pochi giorni dopo, quando il fratello maggiore dei bambini, un ragazzo di 27 anni, si è recato nello stesso esercizio insieme alla moglie in stato di gravidanza e al figlio di due anni. L’identificazione visiva della sua appartenenza alla comunità ebraica ortodossa ha spinto la guardia a perquisire anche lui. Nonostante il controllo non abbia rivelato nulla nelle tasche o nella borsa, l’uomo è stato trattenuto davanti ai propri familiari. Di fronte alle richieste di spiegazioni della vittima, la guardia ha replicato dicendo che “potrei anche spogliarti”.

A quel punto, i presenti hanno iniziato a registrare la scena con i propri telefoni. L’intervento del responsabile del negozio, tuttavia, non ha sedato l’abuso: l’addetto ha preteso l’immediata eliminazione dei filmati e delle immagini, per poi disporre la chiusura del locale e l’allontanamento della famiglia.

Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha espresso una dura condanna dell’accaduto ai microfoni de Il Giornale, definendo l’episodio come un abuso intollerabile e dichiarando: “Non è più una semplice questione di sicurezza nei negozi. È un segnale devastante di quanto sia cambiato il clima in questa città.”

Meghnagi ha poi proseguito il suo sfogo sottolineando come questo sia il segno di una deriva preoccupante: “Milano, la città della Resistenza, la città che ha sempre fatto dell’accoglienza e del rispetto i suoi valori fondanti, sta diventando un luogo dove una famiglia ebraica con bambini piccoli ha paura di entrare in un negozio. Dove un uomo con la kippah viene trattato come un criminale. Dove la dignità viene calpestata senza alcuna conseguenza apparente”.

Questo fatto non rappresenta un caso isolato nel capoluogo lombardo. Già nel maggio del 2025, infatti, una merceria di Via Statuto aveva esposto una scritta esplicita che recitava: “Israeliani sionisti non sono benvenuti qui”.

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