Il Tribunale di Milano ha emesso la sentenza di primo grado per il crollo della balaustra dello storico “Pont de Pan Fiss”, il ponte in ferro che attraversa il Naviglio della Martesana. La giudice Nicoletta Marchegiani ha condannato per omicidio colposo tre dipendenti dell’Unità Ponti del Comune di Milano, ritenuti responsabili della mancata manutenzione che ha causato la morte del quarantenne Andrea Elifani, precipitato nel vuoto il 2 aprile 2021.
Le pene inflitte sono le seguenti:
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Un anno, un mese e dieci giorni al responsabile dell’Unità Ponti.
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Un anno di reclusione per gli altri due imputati, ex dipendenti comunali.
Per tutti i condannati sono state riconosciute le attenuanti generiche ed è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Il Tribunale ha inoltre disposto il dissequestro del ponte, che tornerà al Comune solo dopo una completa messa in sicurezza. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate entro novanta giorni.
La dinamica dell’incidente e il crollo
La sera del 2 aprile 2021, Andrea Elifani stava chiacchierando con un amico sul ponte. Nel momento in cui si è appoggiato alla balaustra, la struttura di ferro – gravemente logorata dalla ruggine – ha ceduto improvvisamente.
L’uomo è precipitato da un’altezza di circa tre metri, battendo violentemente la testa sulla pavimentazione in pietra sottostante. Nonostante il trasporto d’urgenza in ospedale, le lesioni riportate si sono rivelate fatali.
Le indagini sulla mancata manutenzione
L’inchiesta successiva al dramma ha portato alla luce gravi carenze nella gestione delle infrastrutture comunali:
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Ispezioni superficiali: Tra il 2018 e il 2020 il ponte era stato controllato più volte, ma l’evidente corrosione non è mai stata considerata un pericolo urgente.
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Omessa vigilanza: Secondo la Procura, lo stato di degrado del manufatto era visibile e richiedeva interventi immediati per garantire l’incolumità pubblica.
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Una criticità sistemica: Gli investigatori hanno parlato di una “paralisi della manutenzione” diffusa, che coinvolgerebbe circa cinquecento strutture tra ponti e sottopassi gestiti dal Comune di Milano.
Le posizioni della difesa e i risarcimenti
La decisione del Tribunale ha confermato l’impianto accusatorio delle pm Isabella Samek Lodovici e Maura Ripamonti, ma i legali degli imputati hanno già annunciato battaglia. L’avvocato Giovanni Beretta, difensore del responsabile dell’Unità Ponti, ha dichiarato che farà ricorso in appello, sostenendo che il proprio assistito ha operato correttamente e che le colpe vadano cercate nella carenza di fondi stanziati dal Comune. Anche la difesa degli altri tecnici valuterà il ricorso dopo la lettura delle motivazioni.
Nota sui risarcimenti: Nel corso del processo, i familiari e la compagna della vittima hanno già ottenuto il risarcimento del danno.
La sentenza di primo grado sposta ora l’attenzione sulla gestione e sulla sicurezza delle infrastrutture storiche della città, frequentate ogni giorno da migliaia di pedoni.
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