Il nuovo Tutor 3.0 è già operativo su diverse tratte autostradali italiane e sta facendo molto parlare di sé. Sviluppato da Autostrade per l’Italia insieme alla Polizia di Stato, questo sistema di controllo evoluto non si limita più a misurare la velocità media dei veicoli, ma introduce un monitoraggio molto più sofisticato rispetto al passato.
Negli ultimi mesi il piano di aggiornamento delle infrastrutture è stato accelerato: la tecnologia è stata attivata progressivamente su decine di nuove tratte, portando la rete monitorata a circa 1.800 chilometri complessivi. Solo nel corso del 2025, il sistema è stato esteso a 26 ulteriori tratte autostradali lungo le principali arterie del Paese.
Come funziona la tecnologia
A differenza dell’autovelox tradizionale, che rileva la velocità istantanea in un preciso punto della strada, il Tutor 3.0 calcola la velocità media percorsa tra due portali.
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Ingresso: Quando il veicolo entra nella sezione controllata, il sistema registra targa, categoria del mezzo, data e ora di passaggio.
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Uscita: Gli stessi dati vengono rilevati al termine del tratto monitorato.
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Calcolo: Il software confronta il tempo impiegato con la distanza percorsa. Se la velocità media supera il limite consentito, scatta automaticamente la sanzione.
La vera evoluzione della versione 3.0 risiede nell’integrazione di radar, telecamere ad alta definizione e algoritmi avanzati di elaborazione dati. Questa tecnologia offre immagini estremamente dettagliate e un riconoscimento delle targhe molto più preciso, efficace anche in condizioni meteorologiche difficili o di scarsa visibilità.
Oltre la velocità: le infrazioni rilevate
Il motivo per cui il Tutor 3.0 attira l’attenzione degli automobilisti è legato soprattutto alle sue funzioni aggiuntive. Il dispositivo, infatti, è in grado di monitorare contemporaneamente diverse condotte illecite:
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Sorpassi vietati da parte dei mezzi pesanti
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Utilizzo improprio delle corsie di marcia e di emergenza
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Circolazione contromano
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Mancato rispetto dei limiti di massa dei veicoli
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Transiti irregolari lungo le carreggiate
Il sistema è integrato nella piattaforma tecnologica Navigard, sviluppata da Movyon, che punta a migliorare la sicurezza stradale attraverso un monitoraggio capillare del traffico. Le nuove telecamere non servono quindi solo a elevare contravvenzioni, ma raccolgono una quantità di informazioni molto più ampia sul comportamento dei flussi veicolari.
L’impatto sulla sicurezza e il dibattito
L’obiettivo dichiarato della Polizia di Stato e di Autostrade per l’Italia è ridurre gli incidenti e la mortalità sulle strade. I dati degli ultimi anni dimostrano che il controllo della velocità media ha già contribuito a diminuire sensibilmente i comportamenti rischiosi alla guida: se in passato molti conducenti rallentavano soltanto in prossimità dei singoli autovelox, il monitoraggio continuo rende inutile frenare di colpo vicino ai portali.
Il Tutor 3.0 rappresenta un passo avanti verso la digitalizzazione e l’automazione del controllo stradale in Italia. Una tecnologia che da un lato promette maggiore sicurezza e prevenzione, ma che dall’altro continua ad alimentare il dibattito tra chi la ritiene uno strumento indispensabile e chi teme un controllo sempre più pervasivo della quotidianità al volante.
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