La Conferenza dei Servizi approva il progetto all’unanimità. Ecco dove si fermerà la metropolitana e quali sono le prossime scadenze.
Il via libera era pressoché scontato, ma l’ufficialità è arrivata solo ora: la Conferenza dei Servizi ha approvato all’unanimità il prolungamento della metropolitana M5 da Bignami a Monza Polo Istituzionale.
Il nuovo tracciato prevede 11 fermate strategiche tra Milano e il capoluogo brianzolo:
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Testi
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Rondinella Crocetta
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Lincoln
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Cinisello/Monza Bettola
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Campania
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Marsala
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Monza stazione
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piazza Trento e Trieste
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Villa Reale
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ospedale San Gerardo
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Monza Polo Istituzionale
Accordo bipartisan per la mobilità lombarda
L’approvazione è il frutto di una collaborazione sinergica tra esponenti politici di diversi schieramenti. Negli ultimi anni, il sindaco di Monza Paolo Pilotto ha lavorato a stretto contatto con i colleghi delle amministrazioni comunali di Milano, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.
“La M5 rappresenta un’opera fondamentale per migliorare la mobilità, ridurre il traffico e l’inquinamento, collegando in modo moderno una delle aree più produttive del Paese”, ha commentato il deputato Fabrizio Sala. “Il risultato è frutto della collaborazione tra Governo, Mit, Regione Lombardia ed enti locali. Ora occorre procedere rapidamente con il bando per far partire i cantieri”.
La burocrazia e l’incognita dei costi
Nonostante la soddisfazione per il traguardo raggiunto, l’associazione HQMonza invita a non abbassare la guardia. Il timore principale riguarda i tempi necessari alla Corte dei Conti per effettuare il controllo di legittimità.
Se la gara d’appalto non dovesse partire entro il 30 giugno, gli stanziamenti aggiuntivi concordati nell’ultimo anno tra i ministeri competenti e gli enti locali rischiano di non essere più sufficienti a causa del possibile rialzo dei costi dei materiali.
I passaggi necessari prima degli scavi
Il percorso verso l’avvio effettivo dei cantieri prevede ancora alcuni passaggi istituzionali. Prima che le Tbm (le “talpe” meccaniche) possano iniziare a scavare i tunnel, bisognerà attendere il parere della Corte dei Conti. Solo dopo questo controllo, il Mit e il Mef firmeranno il decreto che permetterà la pubblicazione del bando di gara.
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