Il centro storico resta il traguardo ideale per molte aziende, ma i nuovi uffici ormai spuntano sempre più lontano dal Duomo. Le imprese continuano a scegliere il capoluogo lombardo per le proprie sedi, ma oggi guardano soprattutto a periferia e hinterland, dove gli spazi sono più moderni, funzionali e accessibili.
Secondo gli ultimi dati sul mercato immobiliare, tra Milano e provincia è disponibile oltre un milione di metri quadrati per uffici, e lo sviluppo non accenna a fermarsi.
I fattori del cambiamento
La spinta verso l’esterno è guidata principalmente da due elementi:
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I costi dei canoni: Nel post-Covid, gli affitti nelle zone di maggior pregio sono aumentati fino al 50%. Molte società stanno quindi rinunciando alla classica “sede-vetrina” in pieno centro.
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I collegamenti urbani: La vera discriminante oggi è la presenza della metropolitana. Basta spostarsi di poche fermate per trovare prezzi radicalmente diversi e strutture all’avanguardia.
La nuova geografia del lavoro
Questa tendenza sta premiando i comuni della prima cintura urbana ben collegati ai trasporti principali. Le aree che registrano la crescita maggiore sono:
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Assago
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Sesto San Giovanni
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Segrate
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San Donato Milanese
Questi poli sono diventati alternative molto appetibili per le aziende che vogliono restare vicine al cuore economico della città senza affrontare costi fuori scala. Si tratta di una rivoluzione silenziosa, capace di ridisegnare la mappa immobiliare milanese.
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