Negli ultimi giorni l’assessore Fabio Bottero è tornato a parlare di emergenza abitativa, sostenendo che servirebbero miliardi e indicando nel Governo italiano uno dei principali responsabili della situazione. Una narrazione che, tuttavia, rischia di risultare parziale se non si guarda a quanto accaduto negli ultimi quindici anni nella gestione del patrimonio abitativo pubblico del Comune di Milano.
Perché il punto non è soltanto quanti fondi servano oggi, ma come siano stati gestiti ieri.
Ascensori fermi, manutenzioni mancate
In molti complessi di edilizia residenziale pubblica i problemi sono noti da tempo: ascensori guasti o fuori servizio per mesi, quando non per anni; interventi di manutenzione ordinaria rimandati sistematicamente; impianti mai adeguati agli standard di sicurezza. Disagi che colpiscono soprattutto anziani e persone fragili, trasformando la casa in un ostacolo quotidiano.
Caldaie obsolete e lavori approssimativi
A questi si aggiungono impianti di riscaldamento vetusti, spesso inefficienti o soggetti a continui guasti. In molti casi i lavori eseguiti nel tempo risultano incompleti, approssimativi o privi di controlli adeguati. Il risultato è un patrimonio immobiliare che, anziché essere valorizzato, si è progressivamente deteriorato.
Controlli insufficienti
Un altro nodo riguarda proprio il sistema di verifica: appalti affidati senza un monitoraggio rigoroso, cantieri chiusi senza collaudi stringenti, responsabilità diffuse ma difficili da ricondurre a chi ha davvero gestito e controllato. In un arco temporale di oltre un decennio, questa carenza strutturale ha contribuito a generare l’attuale situazione.
La narrazione politica
Oggi, in piena fase pre-elettorale, la richiesta di “cinque miliardi” e il richiamo alle responsabilità del Governo rischiano di apparire come una semplificazione utile più alla comunicazione politica che alla ricostruzione dei fatti. È evidente che le risorse statali siano fondamentali, ma è altrettanto evidente che una parte rilevante delle criticità deriva da scelte e priorità locali.
Priorità discutibili
Negli stessi anni, infatti, l’amministrazione ha investito significativamente in altri ambiti: mobilità dolce, piste ciclabili, piazze tattiche. Interventi legittimi, ma che sollevano una domanda politica chiara: era davvero questa la priorità, mentre migliaia di famiglie vivevano in case con problemi strutturali irrisolti?
Una questione di responsabilità
Il tema della casa pubblica richiede oggi serietà e trasparenza. Non basta indicare nuove risorse o individuare un responsabile esterno: serve un’analisi onesta delle responsabilità accumulate nel tempo e un cambio di metodo nella gestione.
Perché senza manutenzione programmata, controlli efficaci e priorità coerenti, anche nuovi finanziamenti rischiano di produrre gli stessi risultati del passato.
E i cittadini, ancora una volta, pagherebbero il prezzo più alto.
Franco Vassallo, Responsabile Casa Noi Moderati Milano

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.