Il Taser e la sicurezza possono attendere: i pregiudizi della sinistra milanese

Fabrizio c'è Milano

Breve riassunto della vicenda Taser a Milano.

Il Taser è un apparecchio utilizzato dalle polizie di numerosi paesi che consente di immobilizzare facinorosi o violenti che non rispettano l’invito a consegnarsi nelle mani delle Forze dell’Ordine. E’ un apparecchio meno pericoloso della normale pistola che in contesti urbani può determinare colpi che accidentalmente possono colpire estranei o comunque ferire gravemente colui che si vorrebbe solo immobilizzare. L’uso del taser è legale per le forze di Polizia dal 2022.

A Milano sarebbe molto utile alla Polizia Locale per affrontare quelle persone che, pur non essendo armate, sono alterate e  cercano di aggredire chiunque gli si pari davanti.

Ma siamo a Milano e governa una sinistra veramente politically correct che mai e poi mai vorrebbe torcere un capello a quelle “bombe umane” che si aggirano tra mezzi del trasporto pubblico, piazze e strade in stato di alterazione per abuso di alcol, droghe o per disturbi psichici. È vero che possono aggredire uomini delle forze dell’ordine o cittadini inermi che hanno la sola colpa di trovarsi nel luogo sbagliato, ma che volete che sia di fronte alla narrazione che Milano “rifugge uno strumento di repressione” per di più di origine americana!

E poi certa sinistra milanese nutre ancora tanti pregiudizi verso le “divise”, retaggio di altre ere ideologiche, senza mai considerarle un presidio a tutela della libertà delle persone per bene.

Così l’allora Assessore alla Sicurezza Granelli ci mise 2 anni per comprare 2 apparecchi taser. Poi nel 2024 fu decisa la sperimentazione dalla Giunta: una fase nella quale sono stati affidati 6 apparecchi a una cinquantina di agenti durante i turni di mattina e pomeriggio. Chissà perché non di sera?

Alla fine della sperimentazione di altri 2 anni è arrivato un parere positivo da parte del Comandante della Polizia Locale Gianluca Mirabelli. Certo il taser è stato assegnato in dotazione a singole pattuglie ogni giorno ma non è mai stato attivato, tuttavia si è dimostrato un buon deterrente.
Dopo 4 anni però bisogna ancora fare i conti con quel pezzo di sinistra che vorrebbe che la polizia fosse disarmata o armata di fiori.

Costoro non ne vogliono sapere di fare l’ultimo passo, cioè modificare il Regolamento di Polizia Locale e prevedere che anche alcuni “ghisa” ne siano dotati e lo possano usare.

E cosi da 4 mesi si aspetta di portare il nuovo regolamento in Commissione e chissà se sarà mai portato in Consiglio Comunale dall’assessore alla Sicurezza, cioè quel pavido del Sindaco Beppe Sala. Quest’ultimo, se c’è da scontentare la sinistra dei centri sociali o quella pacifista, non è solito esporsi e prendersi mezza responsabilità.

Milano dovrà quindi rimanere sguarnita di Polizia Locale con taser.

Si ritorna al solito ritornello della sinistra milanese: la mancanza di sicurezza è un problema percepito, non reale. In quanto tale, la sicurezza e anche il taser possono attendere!

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