L’aggressione avvenuta il 26 marzo in una scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, assume contorni sempre più inquietanti man mano che emergono i dettagli sulla pianificazione del giovane studente di 13 anni. Il ragazzo si è presentato alla scuola “Leonardo Da Vinci” indossando una maglietta con la scritta “vendetta” e pantaloni mimetici, armato di un coltello e con un telefono appeso al collo per trasmettere l’azione in diretta su Telegram. L’insegnante di francese, Chiara Mocchi, è stata colpita e trasportata in gravi condizioni all’ospedale Giovanni Paolo II, mentre l’aggressore è stato bloccato da un collega della donna e da due collaboratori scolastici prima di essere arrestato.
Nel suo manifesto, il tredicenne ha dichiarato che la scelta della vittima era mirata, accusando la professoressa di umiliarlo e di giustificare violenze da lui subite in precedenza. Tuttavia, l’analisi del suo profilo digitale rivela un contesto molto più ampio legato alla persuasione occulta di gruppi social internazionali dove la violenza viene spettacolarizzata per un pubblico globale. Esplorando i suoi account, emerge una “tana del Bianconiglio” fatta di nichilismo e shitposting, che suggerisce l’influenza di un network estremista capace di condizionare le azioni dei più giovani.
Il profilo TikTok del ragazzo, privo di contenuti originali, era una sequela di ricondivisioni di meme macabri e post provocatori. Tra questi spiccano riferimenti espliciti a stragi di massa, come quella compiuta da Adam Lanza nel 2012 e quella di Brenton Tarrant a Christchurch nel 2019. Un altro post citava il “764”, un network nichilista classificato come terroristico negli Stati Uniti, confermando il legame con sottoculture digitali violente.
Le indagini si spostano poi su Telegram, dove il giovane era attivo in una chat creata probabilmente il giorno prima dell’attacco. Nelle conversazioni, scritte prevalentemente in inglese, alcuni utenti lo incalzavano citando il caso di Hugo Jackson, uno svedese che nel 2021 accoltellò un insegnante trasmettendo tutto in streaming. La mattina dell’aggressione, il ragazzo ha inviato il suo ultimo messaggio lamentando difficoltà tecniche nel far partire la videochiamata. Poco dopo le otto del mattino, il video dell’accoltellamento è stato effettivamente pubblicato nel gruppo, portando alla rapida sparizione degli altri membri. Questo schema suggerisce l’esistenza di comunità chiuse che si riuniscono temporaneamente per assistere in diretta a episodi di violenza scolastica, dileguandosi subito dopo aver consumato lo “spettacolo”.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano