La sala della Biblioteca Braidense di Milano trasformata in “palestra vip” per un giorno

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Il direttore Angelo Crespi difende l’evento fitness in biblioteca “Simili iniziative sono comuni in grandi musei internazionali come il Louvre o il Met”

La Biblioteca Nazionale Braidense, situata all’interno del Palazzo di Brera a Milano, è diventata recentemente il set di un evento esclusivo che ha unito benessere e cultura. La collaborazione tra il noto trainer americano Isaac Boots e il marchio di skincare fondato da Irene Forte ha dato vita a una sessione di allenamento ad alta intensità proprio tra gli scaffali storici. L’iniziativa, che ha coinvolto un gruppo selezionato di influencer e amici del brand, ha visto la partecipazione del nuovo hotel Carlton di Milano, l’hotel gestito da Rocco Forte, padre dell’imprenditrice, come partner logistico per il soggiorno degli ospiti.

L’evento si è focalizzato sul Torch’d Workout, un metodo di dance cardio ideato da Boots che prevede l’uso di piccoli pesi e musica ritmata. Le immagini dell’allenamento, circolate rapidamente sui social media, hanno mostrato i partecipanti impegnati nell’attività fisica all’interno della Sala di Maria Teresa d’Austria, circondati da un patrimonio librario di inestimabile valore. Nonostante la risonanza mediatica generata dai partecipanti, i canali ufficiali della Pinacoteca di Brera e della biblioteca hanno mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda.

Fondata nel 1770 da Maria Teresa d’Austria, la Braidense rappresenta una delle istituzioni culturali più rilevanti d’Italia. Nata per offrire ai cittadini milanesi una biblioteca ricca di volumi a stampa, nel tempo ha accorpato fondi prestigiosi come quelli dei collegi gesuitici e le collezioni scientifiche di Albrecht von Haller. Oggi, sotto la direzione di Angelo Crespi e come parte integrante del sistema museale di Brera, la biblioteca continua a bilanciare la sua missione di conservazione con le moderne esigenze di gestione e apertura al pubblico.

Il direttore Angelo Crespi, interpellato in un’intervista ad Artribune sulle polemiche riguardanti i possibili rischi per i volumi antichi dovuti all’attività fisica, ha difeso la scelta strategica. Ha infatti sottolineato come l’istituzione debba affrontare una drastica riduzione dei fondi pubblici, rendendo necessari eventi sponsorizzati per sostenere i conti. Crespi ha ricordato che simili iniziative sono comuni in grandi musei internazionali come il Louvre o il Met, precisando che l’evento ha avuto una durata limitata e non ha interferito con i normali servizi bibliotecari. Nonostante le critiche del passato verso operazioni simili in altri musei, il direttore ha ribadito che il benessere fisico è ormai considerato uno degli obiettivi integrati nel sistema museale contemporaneo.

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