Altroconsumo ha realizzato due indagini in vista della Pasqua, che svelano la qualità e misurano i prezzi dei prodotti più acquistati nei supermercati italiani.
Tra uova e colombe, la Pasqua 2026 si conferma una festa “a due velocità” sul fronte dei prezzi. Le uova continuano ad aumentare, anche se meno dello scorso anno, mentre le colombe mostrano una sostanziale stabilità. Ma il dato più evidente resta un altro: le differenze di prezzo sono enormi e spesso poco trasparenti. Se invece sei interessato a sapere quale colomba piace di più ai consumatori, a questo link trovi i risultati del nostro test di assaggio sulle colombe delle marche che si trovano facilmente al supermercato.
Il vero problema? Le differenze di prezzo
Tornando invece ai prezzi, dalla nostra rilevazione in 20 negozi tra Milano e Roma e 10 shop online emerge un quadro chiaro: i rincari non sono uniformi e, soprattutto, non spiegano da soli quanto si spende davvero. Le uova aumentano in media del 3,7%, mentre le colombe restano quasi ferme (+1%). Ma questo dato medio nasconde variazioni molto più marcate su singoli prodotti e marchi, con rincari che possono arrivare fino al 19%.
Colombe: prezzi stabili, ma forbice enorme
Le colombe mostrano una dinamica piatta rispetto al 2025: l’aumento medio è di circa l’1%, pari a pochi centesimi al chilo. Ma è la variabilità dei prezzi a colpire.
| Tipologia | Prezzo medio €/kg | Variazione rispetto al 2025 |
|---|---|---|
| Classica | 10,47 € | 1% |
| Speciale | 13,19 € | 1% |
| Artigianale | 44,58 € | 0,80% |
La forbice è amplissima: si passa da circa 4 euro al chilo fino a oltre 30 euro per i prodotti industriali, e fino a 50 euro per quelli artigianali.
Attenzione ai formati: il prezzo “vero” è al chilo
Uno degli elementi più insidiosi è il formato. Le colombe speciali sono spesso più piccole ma vendute a un prezzo a confezione simile a quelle classiche: il risultato è un costo al chilo molto più alto. In alcuni casi, a parità di marca, si arriva a differenze anche del 25% semplicemente cambiando gusto o formato .
Promozioni: non sempre veri sconti
Molti prodotti sono già sugli scaffali con prezzi ribassati, ma spesso si tratta di strategie commerciali e non di sconti reali. Come ogni anno, i veri ribassi arrivano a ridosso o dopo Pasqua.
Uova di Pasqua: rincari fino al 19%
Le uova continuano ad aumentare (+3,7% in media), in controtendenza con la materia prima: dopo la crisi produttiva che aveva reso più caro il cioccolato, nel 2026 i rincari si erano arrestati, ma i prezzi delle uova non sembrano ancora riallinearsi, continuando a rincarare con punte molto alte su alcuni marchi.
| Marchio | Variazione prezzo rispetto al 2025 |
|---|---|
| Ferrero | + 9,36% |
| Perugina | + 10,47% |
| Walcor | + 12,18% |
| Witors | + 16,96% |
| Dolfin | + 19,37% |
Il prezzo medio supera i 57 euro al chilo, ma anche qui la forbice è enorme: si va da poco più di 8 euro fino a oltre 130 euro al chilo. Viceversa, marchi come Novi, Balocco, Dolci Preziosi, vedono prezzi stabili o in discesa.
Non conta il cioccolato, ma sorpresa e formato
Il tipo di cioccolato incide poco sul prezzo. A fare davvero la differenza sono:
- la sorpresa contenuta;
- le licenze (personaggi, serie tv, ecc.);
- il formato.
Per quanto riguarda il formato, ad esempio, il Kinder GranSorpresa passa da 93,27€ al chilo per il formato da 150g a 68,72€ per quello da 320g. Anche la licenza ha il suo peso sul prezzo dell’uovo di cioccolato: anche all’interno dello stesso marchio, infatti, le versioni con personaggi o gadget costano sensibilmente di più rispetto a quelle “senza licenza”; ad esempio, le uova Balocco da 150g passano da 38,4€ al chilo per l’uovo senza licenza a 45,4€ per quello con licenza.
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