Un percorso concreto che supporta bar, ristoranti e locali nel diventare sempre più inclusivi.
Rendere accessibile un locale significa prima di tutto rendere più vivibile la città stessa. È infatti negli spazi della socialità quotidiana che si misura il reale grado di inclusione di una comunità. Con questa visione nasce Unbarrier, un’iniziativa curata da Yam112003 e Just People che ha debuttato a Milano con il patrocinio del Comune e di
Confcommercio. Il nome stesso del progetto evoca un’azione proattiva: non si limita a indicare la rimozione di un ostacolo, ma suggerisce una presa di posizione decisa da parte di chi sceglie di aderire, trasformando l’accessibilità in un impegno visibile e condiviso.
Il percorso proposto agli esercenti è organico e profondo, poiché integra interventi strutturali, strumenti operativi e una formazione costante sui temi della diversità e dell’equità.
Tra le soluzioni pratiche messe a disposizione dei locali figurano rampe mobili per superare i gradini all’ingresso e QR code in braille per consultare i menu digitali. L’attenzione ai dettagli si spinge fino alla scelta dei materiali di servizio, con supporti studiati per favorire l’autonomia, come i vassoi di sicurezza per chi si muove in carrozzina e tavoli posizionati strategicamente per garantire una fruizione agevole dello spazio.
L’inclusione promossa da Unbarrier non riguarda solo la mobilità fisica, ma si estende alle disabilità invisibili e alle neurodivergenze. I locali aderenti vengono infatti dotati di strumenti sensoriali, i cosiddetti stim toys, mentre il personale partecipa a sessioni formative dedicate al superamento dei pregiudizi e all’apprendimento delle basi della lingua dei segni italiana. Questo insieme coordinato di azioni trasforma l’accessibilità da principio astratto a pratica quotidiana e riconoscibile, rispondendo a un’urgenza testimoniata dai numeri: in Europa oltre il 27% della
popolazione vive con una disabilità e spesso trova precluso l’accesso ai luoghi del tempo libero.
In un momento in cui Milano è al centro della scena internazionale con le Paralimpiadi 2026, il tema dell’accoglienza assume un valore ancora più profondo. L’inclusività è ormai una richiesta esplicita della società, che premia i brand capaci di dimostrare un impegno reale. Creare ambienti senza barriere è una scelta che premia il territorio e il sistema dell’ospitalità, rispondendo alle esigenze di una popolazione variegata che include anziani, famiglie con passeggini e persone con disabilità temporanee..
La rete dei pionieri a Milano
I primi partner a scommettere sul progetto sono brand come Levoni, Sanbittèr e Miscusi. Grazie al loro supporto, una rete pilota di locali ha già iniziato la trasformazione:
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Combo Milano
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Miscusi
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Dry Milano e Morsettificio
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Le Biciclette
Questi spazi sono oggi i primi esempi concreti di come una città possa diventare, un locale alla volta, davvero di tutti.
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