Referendum, oggi convegno a Milano “GIURISTI PER IL SÌ” h 15 nell’Aula Magna del Tribunale di Milano

Milano

 con Zanon, Lalumia, Amodio, Dominioni, Pecorella, Polito

Cattolici per il SI. Menorello: “E’ questa la riforma che serve all’Italia: applicare la legge, non crearla”

Oggi,  17 febbraio alle ore 15.00, nell’Aula Magna del Tribunale di Milano (Palazzo di Giustizia), si terrà il convegno “Giuristi per il Sì”, promosso dal Comitato nazionale “Sì Riforma”.
L’incontro sarà introdotto dall’On. Isabella Bertolini, Segretario Generale del Comitato “Sì Riforma”. Seguiranno i saluti istituzionali del Prof. Nicolò Zanon, già Vicepresidente della Corte Costituzionale e Presidente del Comitato “Sì Riforma”, e dell’Avv. Antonino La Lumia, Presidente del Comitato “Sì alla Riforma costituzionale Art. 111”.
Interverranno il Prof. Avv. Ennio Amodio, il Prof. Avv. Oreste Dominioni e l’On. Prof. Avv. Gaetano Pecorella. A moderare sarà Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera.
Il convegno riunirà accademici, giuristi e operatori del diritto da tutta Italia per un confronto sul referendum e sulla riforma della giustizia, con focus degli effetti sul sistema giudiziario e sulle prospettive di modernizzazione.
“La riforma della giustizia è ciò che serve all’Italia che insegue la civiltà giuridica: la magistratura deve applicare la legge, non crearla”. Così l’avv. Domenico Menorello, portavoce del Comitato Cattolici per il giusto SI’, che oggi prenderà parte presso l’Aula Magna del Tribunale al convegno “GIURISTI PER IL SÌ
Secondo Menorello il voto del 22 e 23 marzo appare sempre più come uno snodo: “Da un lato c’è la possibilità di salvaguardare l’architrave antropologica della società italiana, l’occasione storica per dare all’Italia una giustizia più serena, correggendo quelle autoreferenzialità che hanno visto alcuni settori della magistratura sovrapporsi ai rappresentanti democratici nella creazione delle norme; mentre dall’altro la via stantia della conservazione dello status quo, con tutte le deficienze strutturali del caso. Votare SI’ significa dar vita alla riforma che serve all’Italia: applicare la legge, non crearla, deve essere la missione della magistratura. Siamo convinti che, proprio per il livello fondativo della convivenza civile che viene convocato, questo referendum, nella auspicata conferma della riforma, segnerà la fine del lungo rattrappimento italiano e una nuova stagione di crescita fondata sulla libertà dalla paura, proprio come i voti referendari del 1948 e del 1985”.

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