Tenerezza, a volte esaltazione, nostalgia, le reazioni all’apertura dei Giochi olimpici Milano – Cortina.
Non ha deluso le attese la cerimonia inaugurale dei Giochi a San Siro: un omaggio all’Italia, alla sua cultura e creatività, all’arte espressa ed è stata soprattutto nelle intenzioni un messaggio universale di pace e dialogo, un invito per tutti a immaginare un futuro in cui le differenze non dividono, ma costruiscono. ”Armonia”, il tema, “mettere insieme ciò che è diverso”. Gesti simbolici, raffinati che diventano subito show con riferimenti di ogni tipo, dalla scultura (Canova e il suo “Amore e Psiche”) alla musica – con Matilde De Angelis direttrice d’orchestra – che abbraccia la lirica di Verdi, Puccini e Rossini.
E Cultura che spazia dalla letteratura all’arte con una regia sospesa nel mare della Bellezza dove naufragar m’è dolce, nella dimensione senza dimensioni dell’Infinito di Leopardi recitato da Favino. Gesti e parole. Pace e dialogo. Irrazionalità delle divisioni. Con la magia di quella fiamma che brucia di speranza per tutta l’umanità.
Ma c’è un gesto che, solo, è sogno, desiderio, di un quotidiano semplice in cui riconoscersi, in cui credere ancora nel tuo vicino e sviluppare il cuore in una Milano Buona che non c’è più, purtroppo.
Un video con Sergio Mattarella in tram, con Valentino Rossi alla guida, che raggiungono San Siro
Un tram, il 26 che non esiste, giallo, come una volta, che passa dal Castello e via Manzoni.
Un tram semivuoto con quel passeggero composto, con i capelli bianchi. Poi salgono delle bambine asiatiche, ridenti. Poi, alla Scala, si siedono gli orchestrali del Teatro, con le trombe e i sassofoni d’oro. Il tram corre nella città bagnata dalla pioggia. Che significa?
Poi quel signore si china a raccogliere una bambola caduta. Via via il tram si riempie con la folla dei pendolari, fino a sera, con l’andare convulso dei milanesi. Non è la Milano di oggi. Quel tram esprime l’essenza di una Milano semplice, che lavora, che apre il cuore: la Milano di una volta.
Allora si conoscevano e riconoscevano il sorriso, i gesti cortesi, la vera accoglienzza quotidiana.
Grazie Mattarella per il messaggio.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano
Complimenti Nene per il tuo pezzo di oggi sul messaggio di Mattarella. Purtroppo la Milano “con il cuore in mano” è di certo mutata per fattori esterni fuori controllo e … “quando i buoi son già scappati dalla stalla” è tardi, ahimè per rimediare! E’ una riflessione che accomuna molte problematiche irrisolte a tempo debito nell’Italia di oggi, che soffre di un sistema della sue istituzioni che pare incagliato, in una miope e diffusa sorta di apatia dell’opinione pubblica.