Alla vigilia della cerimonia d’apertura dei Giochi invernali, un sofisticato attacco informatico ha tentato di destabilizzare le infrastrutture digitali legate a Milano-Cortina 2026. L’offensiva, scattata nella mattinata di mercoledì, ha colpito diversi obiettivi sensibili, dai siti delle principali strutture ricettive di Cortina d’Ampezzo fino alle sedi diplomatiche italiane dislocate in grandi metropoli mondiali come Parigi, Londra, Washington, Sidney e Toronto.
A confermare l’accaduto è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha rassicurato l’opinione pubblica spiegando che l’operazione è stata individuata tempestivamente e neutralizzata senza che vi fossero conseguenze per i dati sensibili dei cittadini o degli enti coinvolti.
L’azione è stata condotta attraverso la tecnica del DDoS, un metodo che punta a mandare in crash i sistemi informatici sovraccaricandoli di richieste fino a rendere i siti web temporaneamente irraggiungibili. Tra le strutture di Cortina maggiormente interessate dal disservizio figurano nomi storici dell’ospitalità ampezzana come l’Hotel de la Poste, il Victoria, l’Ambra e il Franceschi Park. Nonostante i rallentamenti tecnici subiti dai gestori, l’intervento immediato degli specialisti della Polizia postale ha permesso di contenere l’intrusione, evitando qualsiasi esfiltrazione di informazioni riservate.
La matrice dell’attacco è chiaramente politica ed è stata rivendicata dal gruppo hacker filo-russo NoName. In un messaggio diffuso online, l’organizzazione ha dichiarato esplicitamente che l’offensiva rappresenta una ritorsione contro il sostegno dell’Italia all’Ucraina e la linea atlantista mantenuta dal governo Meloni. Il ministro Tajani, parlando direttamente da Washington, ha ribadito come la prevenzione abbia giocato un ruolo chiave, permettendo di anticipare le mosse dei pirati informatici che miravano a colpire i gangli vitali della diplomazia e dell’organizzazione olimpica proprio nel momento di massima esposizione mediatica.
Per fronteggiare minacce di questa natura, l’apparato di sicurezza italiano ha messo in campo una struttura difensiva imponente già dalla fine di gennaio. Presso il Technology Operations Centre è attivo un presidio permanente della Polizia postale che monitora le infrastrutture critiche ventiquattr’ore su ventiquattro. Questo coordinamento centralizzato lavora in simbiosi con i Centri operativi per la sicurezza cibernetica e le sale operative interforze di tutti i territori coinvolti dai Giochi, garantendo una protezione costante contro possibili minacce terroristiche o attacchi digitali volti a compromettere il regolare svolgimento delle competizioni.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845